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La democrazia e l’equilibrio dell’informazione: un appello per un giornalismo integrale

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’15” con la voce di Florian)

Premessa Necessaria
​È fondamentale ribadire, con la massima chiarezza, che la violenza è inaccettabile in qualsiasi sua forma. Chiunque commetta un errore o un reato deve essere chiamato a risponderne esclusivamente nelle sedi stabilite dallo stato di diritto, come previsto dalla Costituzione, dal Codice penale e da quello Civile. L’attacco intimidatorio subìto dal giornalista Sigfrido Ranucci, così come ogni forma di minaccia o coercizione, rappresenta una ferita inaccettabile alla libertà di stampa e al tessuto democratico della Nazione. Tali atti non possono stare né in cielo né in terra.

La Questione dell’Imparzialità nell’Inchiesta
​Tuttavia, accanto alla condanna per la violenza, è lecito e doveroso interrogarsi sull’equilibrio e sulla completezza dell’informazione. Giustamente sottolineo, se è vero che denunciare abusi di potere, corruzione e malcostume è un dovere civico del giornalista, è altrettanto vero che la verità non può e non deve avere un colore politico o un orientamento settoriale. In questo modo, pongo interrogativi cruciali sulla percezione che alcune inchieste siano a senso unico… Perché le inchieste sembrano concentrarsi in prevalenza su un solo versante dello spettro politico o economico? La “sputtanata” mediatica, come Ranucci la definisce, non può essere uno strumento selettivo, applicato a esponenti politici, industriali, o religiosi solo in base a un calcolo di convenienza o di minore rischio.
​Perché non è stata mai affrontata, ad esempio, l’enorme e complessa vicenda della Banca Monte dei Paschi di Siena con la stessa intensità dedicata ad altri scandali? Era forse un argomento “troppo pericoloso” o “troppo blindato”?
​Perché mancano inchieste sui patrimoni (beni mobili e immobili) di grandi apparati come la CGIL o il Partito Democratico (PD)?
​Perché non viene posta la giusta attenzione sulla speculazione e sulle dinamiche che circondano l’installazione di grandi impianti come TESLA e le pale eoliche in Sardegna, un tema di fortissimo impatto territoriale e strategico, sollevato proprio dal suo schieramento?
​La mia critica è chiara: appare troppo facile fare un giornalismo d’inchiesta che picchia sempre e solo dove le difese sono più basse o le conseguenze meno rischiose.

Un Appello all’Integrità Professionale
​Caro Ranucci, la diversità delle opinioni e delle esperienze è un pilastro della società: le teste non sono tutte uguali, e non lo sono neanche le inchieste.
​Il dubbio che lei, pur con l’intenzione di far luce, possa aver inavvertitamente calpestato anche i piedi di persone oneste è un rischio intrinseco al mestiere, ma che va minimizzato con il massimo rigore. E laddove non arrivano i giudici (il percorso legale), subentrano reazioni che, sebbene deplorevoli e criminali, lei stesso ha involontariamente evocato con il suo operato.
​L’unico antidoto alla violenza e alla delegittimazione non è l’autocensura, ma l’integrità totale.
​Il suo appello è per un giornalismo giusto per tutti?
​Estenda le sue inchieste con il medesimo rigore a tutti i centri di potere, senza sconti né pregiudizi, sia a destra che a sinistra, nel grande capitale e nei sindacati.
​Dia prova di essere onesto fino in fondo, e non solo a metà.
​Solo così, con l’equilibrio e la correttezza intellettuale, potrà costruire una credibilità inattaccabile che la proteggerà meglio di qualsiasi scorta e farà sì che nessuno le crei più noie.

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