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La polvere di Fermentini: un insulto al metabolismo del pastore?

di Domingo Melitos, Dott. in Nutrizione e Consulente Enogastronomico

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’44” con la voce di Ingrid)

Io sono Domingo Melitos di Mamoiada e se c’è una cosa che so è che la vita non può e non deve essere “perfettamente bilanciata” da un ex idraulico ossessionato dalla chimica organica.
​Tuttavia, quando ho messo le mani sulla cosiddetta “Polvere Eureka!” del Dott. Aurelio “Relio” Fermentau, ho provato una repulsione istintiva che non mi dava pace. La sua Digestione Trasformativa Iper-Sintetica, o DTIS – come la chiamava lui -, un meccanismo fantascientifico di riciclo molecolare in loco, era un abominio. Dove erano gli scarti? Dove la fatica della scomposizione? Dove il nobile, naturale fallimento di un metabolismo che ha bisogno di lavorare per farti sentire vivo?

Ero scettico, dunque, ma la mia analisi non mente mai; in quell’intuizione c’era del buono e del meno buono. Ho trovato qualcosa nella sua miscela apparentemente innocua di nanoparticelle di silicio-carbonio: tracce infinitesimali di sughero bruciato.

«Fermentini!» gli ho tuonato, brandendo quella capsula riciclata come fosse un calice profanato. «Non è che stai riciclando la tua cantina personale? La tua ‘fibra nano-strutturale’ è solo fumo di botte vecchia!»

Il fatto è che la sua invenzione, pur geniale nella sua arroganza biotecnologica – perchĂ© ammetto che il potenziamento robotico di fegato e reni era… ingegnoso -, era troppo pulita. Era asettica. Era aliena.
​Dunque, ho riconosciuto il potenziale commerciale di quella che lui chiamava “Grazia di Dio”, ma gli ho dato un ultimatum: se voleva venderla, doveva renderla umana. Doveva darle il terroir.
​Io conosco la biochimica della longevità sarda. So che il segreto non sta nella pura sintesi, ma nelle imperfezioni, nei ritmi lenti, nei sapori complessi che si tramandano.
​Così, l’ho costretto ad accettare e ho aggiunto il mio quid segreto: un enzima estratto da un fungo autoctono e appena una spruzzata del mio amato Cannonau. Ho inserito un pezzo di Sardegna, un pizzico di anima rustica, in quel motore robotico freddo.
​
​Ora, Fermentini ha la sua ProcaridadeDeus, e sta nuotando nell’oro. E io? Io sono il suo consulente piĂą pagato. Non solo per la nutrizione, ma per il sapore.
​Il colon, che lui aveva trasformato ironicamente in un “Laboratorio di imballaggio biologico”, ora deve, grazie a me, sigillare l’eccesso nutritivo non solo in capsule sterili, ma in capsule che abbiano un retrogusto autentico e corposo. Un vago sentore di pizza, un accenno di mirto dopo il brasato. Questo, amici miei, è il mio contributo all’umanitĂ . Ah ah ah!
​Quindi, andate pure tutti a… scambiarvi le vostre capsule da tasca. Fate i vostri “Kit integratori di ripristino biologico”. Ma sappiate che, se la vostra capsula di scarto ha il sapore di un errore umano, di un’imperfezione della natura, e magari un pizzico di Cannonau, è solo grazie al sottoscritto.
​Ho salvato l’anima del vostro metabolismo, anche se ho dovuto renderlo un po’ piĂą ricco (e il mio conto in banca con esso).

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