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Intervista ad un’attivista del comitato Surra

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’15” con la voce di Thalita e Vivienne)

Il comitato Surra venerdì 19 dicembre ha indetto, a Cagliari, una manifestazione contro la speculazione energetica. È stata, per me, l’occasione per conoscere i giovani che animano questo nuovo comitato e che seguono con passione le vicende che stanno imbrigliando la Sardegna in un destino gramo. La caratteristica di questo comitato è quella di coinvolgere una fascia della popolazione sarda che, generalmente, è meno presente negli altri comitati e, purtuttavia, non mancano apporti di ogni classe d’età. Ecco, dunque, una breve intervista ad un’attivista del comitato. Si chiama Angelica Ibba, ha 45 anni e il suo lavoro, da 7 anni a questa parte, è quello di mamma a tempo pieno.

Angelica, cosa ti ha spinto ad interessarti al problema della speculazione energetica in Sardegna e in generale di tutte le forme di colonialismo?

Fin da quando ero piccola avevo ben visibile ciò che accadeva alla Sardegna, e parlo del costante metodo di cercare di “svuotarla” per realizzare qualcosa di sempre più diverso e lontano da ciò che siamo noi sardi e la nostra identità.  Mi stupivo del fatto che quasi nessuno vedesse e avesse coscienza di ciò che avrebbe causato quel metodo. Poi, crescendo, ho avuto sempre più chiaro il disegno che era stato messo a punto per l’isola e, ora, questa speculazione è il colpo di grazia. Dunque, mi sono sentita in dovere di lottare. Non mi arrendo; voglio combattere per salvare la mia terra. Finalmente, con i ragazzi di Surra, ho trovato anime affini, che hanno la mia stessa visione, che hanno capito le reali macchinazioni dello Stato e hanno la forza e la voglia di agire cercando soluzioni che possano far rinascere e splendere la Sardegna.

Perciò, che obiettivi hai?

Il mio obiettivo è uno e farò qualsiasi cosa per raggiungerlo; io perseguo l’indipendenza della mia Madre Terra.

Cosa pensi della politica?

La politica è ciò che muove il mondo e non sarebbe un problema se non fosse “usata” da avidi individui che non fanno altro che agire per interessi personali invece di agire per il bene della loro terra. Io rinnego qualsiasi politico, non la politica.

Nelle risposte di Angelica individuo la verità più solida e scomoda di tutte: si avrebbe bisogno di essere rappresentati nelle alte sfere del potere, ma non riconoscendo, al momento, nessuno in grado di assumersi dignitosamente l’onere e l’onore di quel ruolo, si manifesta come si può un desiderio che è anche un obiettivo che è anche un grido di dolore che è anche l’affermazione di un esserci che è anche un intero corollario di certezze, incertezze, passioni, tensioni, auspici, preoccupazioni, rotte smarrite e strade intraprese per non voler cedere. È, insomma, un momento difficile: fidarsi non è facile e affidarsi ha il sapore di un rito propiziatorio piuttosto che, come dovrebbe essere, la ragionevole via per raggiungere quelle stanze dove si decide tutto. Si fa da soli o in piccoli gruppi ciò che si ha paura di demandare. Un domani i politologi dovranno ascrivere un senso a questo periodo storico e al sentimento di risentimento ed attesa che lo attraversa. Per ora, ognuno fa quel si sente ritenendolo giusto ed auspicando un consenso unanime popolare che non trova sfogo nel reale avvicendarsi dei fatti se non per piccoli sprazzi che danno ossigeno ma non possono placare gli animi.

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