🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’35” con la voce di Ingrid)
Ecco il racconto della nostra casa, scritto facendo sgorgare le parole direttamente dal mio cuore e dalla nostra vita quotidiana.
Nella nostra casa non si vive una vita normale, si vive un’opera continua, un incrocio di destini tra il rock mondiale, le radici profonde della Sardegna e il fango della politica romana. Cionondimeno, i protagonisti sono loro, i miei due bassotti, Zoe e Graziano, anime fiere chiuse in piccoli corpi che però vibrano come giganti.
Tutto comincia quando mia moglie esce. Prima di chiudere la porta, accende Radio Virgin e nell’aria esplodono i Led Zeppelin. Ma accade un miracolo: quella musica elettrica, invece di restare straniera, si trasforma. Robert Plant sembra prendere la voce di un tenore di Nuoro e le chitarre di Jimmy Page diventano le corde di una chitarra sarda. Zoe e Graziano alzano il muso al cielo e iniziano a cantare. Non abbaiano, ma intonano Non potho reposare con una malinconia che ti lacera il petto, per poi esplodere nel ritmo antico e solenne di In su Monte Gonare. Li vedo, nella mia mente, mentre trasformano il salotto in una piazza di Barbagia, portando il canto a S’andira, con quella forza che solo chi ha il sangue legato alla terra può capire. È un momento di purezza assoluta, dove il rock e l’identità sarda diventano una cosa sola.
Poi arrivo io, e l’incanto si rompe. Io accendo la televisione, mi sintonizzo su La7, e la casa viene invasa dal veleno della politica. E qui comincia l’inferno di Graziano che si trasforma in un tribuno del popolo. Si piazza davanti allo schermo con gli occhi di fuoco e inizia a inveire contro la Schlein. Non la sopporta, capisco da come brontola che dice che è un’ibrida, che non ha l’odore della gente comune, che non può rappresentare un partito popolare.
Con la TV sintonizzata su La7 è una lotta continua: Graziano ringhia ai sondaggi, segue con ansia le manovre di Renzi, si incupisce per Netanyahu e le guerre del mondo. Diventa nervoso, teso, incattivito da quel fiume di parole inutili. E allora scoppia il casino: Zoe lo sfida, vuole riportarlo alla musica e vuole la pace delle tradizioni, mentre lui è risucchiato dal fango dei talk show.
Ma oggi dico basta. Lo dico a me stesso e lo dico a voce alta, con tutto il vigore che ho: «Devo mollare questa politica sporca! Basta con questa gente ipocrita, con questo esercito di ladri e di attori che recitano copioni scritti col sangue degli altri. La politica è una palude che ci sta rubando la pace. Mentre io mi avveleno il fegato con le bugie di chi siede in Parlamento, i miei cani stanno cercando di indicarmi qual è la vera via. Graziano non dovrebbe soffrire per la Schlein o per i tradimenti dei partiti; dovrebbe solo godersi il sole e il canto della sua terra.»
Voglio spegnere quel video, chiudere la bocca ai bugiardi e tornare a sentire Zoe e Graziano che cantano i Led Zeppelin in sardo. Voglio che la mia casa torni a essere il tempio della verità, quella verità che non ha bisogno di elezioni, ma solo di un abbraccio sincero e di una nota che sale verso il Monte Gonare. La politica è fango, l’amore dei miei bassotti è roccia. E io scelgo la roccia.














