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Bentrovati amici di Lughes, con la nostra troupe abbiamo fatto tappa nel cuore della piana di Donigala Fenughedu, a pochissimi chilometri da Oristano, dove si cela un piccolo gioiello della campagna sarda: la chiesa di Santa Petronilla. A prima vista potrebbe sembrare una delle tante cappelle rurali che pun
teggiano l’isola, ma basta avvicinarsi per capire che ogni pietra di questo luogo custodisce una storia antica, sospesa tra devozione, scoperte archeologiche e miti popolari.
Se ti appassionano i luoghi intrisi di fascino e mistero, il nostro nuovo documentario video ti porterĂ alla scoperta di tutti i segreti di questo angolo di Sardegna.
Un’architettura di “Arte Povera” e un Restauro Illuminato
Costruita tra il XIII e il XIV secolo (e documentata per la prima volta nel 1341), la chiesa di Santa Petronilla è un perfetto esempio di architettura campestre sobria e mononavata. La sua facciata, rivestita da un leggero intonaco a calce, lascia trasparire i blocchi originali in arenaria del Sinis e basalto scuro.
Dopo secoli di rimaneggiamenti e interventi sfortunati nel corso del Novecento, è stato grazie ai restauri del 2010 che la struttura ha ritrovato il suo fascino originario, restituendo ai visitatori la bellezza del tetto in legno a capriate e l’intimitĂ del suo spazio interno.
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Il Segreto Sotto il Pavimento: 10 Sepolture e un Villaggio Nuragico
La vera sorpresa di Santa Petronilla risiede però dove meno ce lo si aspetta: sotto i piedi dei fedeli.
Durante i lavori del 2010, gli archeologi hanno scoperto che le lastre della pavimentazione nascondevano una continuitĂ abitativa millenaria. Sotto la navata sono infatti riemerse ben dieci sepolture medievali e le tracce dell’antico villaggio giudicale di Gippe, oltre a reperti di un insediamento nuragico. Un ritrovamento che conferma come questo luogo fosse considerato sacro e centrale fin dai primissimi secoli del Cristianesimo.
L’”Ollastu”: L’Olivastro Monumentale d’Italia
Uscendo sul sagrato, recintato da un suggestivo muretto a secco, la natura prende la scena. Qui domina il maestoso “Ollastu”, un olivastro (Olea europaea) di oltre 200 anni d’etĂ , alto piĂą di 11 metri e con un tronco contorto di 4,40 metri di circonferenza.
Questo gigante botanico è talmente prezioso da essere stato ufficialmente iscritto nell’Elenco degli Alberi Monumentali d’Italia, rappresentando una vera e propria attrazione per gli amanti del patrimonio naturale sardo.

Miti e Maledizioni: Il Contadino e la Leggenda dei Danzatori Pietrificati
Ma la campagna attorno a Santa Petronilla non è fatta solo di storia: è anche teatro di spaventose leggende popolari tramandate dagli anziani.
- La maledizione del contadino: Si racconta che un tempo, proprio nel giorno della festa della Santa, un contadino si ostinò a lavorare nei campi con il suo giogo di buoi. Per punire tanta irriverenza, l’uomo e i suoi animali vennero puniti e trasformati nei nodosi alberi che ancora oggi circondano la chiesa.
- I nove danzatori di pietra: Sul sagrato si trovavano un tempo nove grandi massi disposti in cerchio. La leggenda vuole che fossero otto giovani e un suonatore di organetto che, avendo preferito le danze profane ai riti religiosi, vennero tramutati in pietra all’istante.
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Oggi quel clima di timore ha lasciato il posto al calore della festa del 31 maggio, quando la comunitĂ si riunisce per la solenne processione, e all’allegria delle famiglie che frequentano il parco attorno agli ulivi.
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