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The Message di Kaws tra cattolicesimo e divergenze tra movimenti secolari

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 9’02” con la voce di Emma)

La recente installazione di Brian Donnelly, al secolo Kaws, a Palazzo Strozzi intitolata The Message rappresenta un’Annunciazione surreale nella quale un Arcangelo Gabriele con le fattezze del suo iconico Companion ed una struttura sulla testa troppo poco simile ad un’aureola per essere considerata tale annuncia, tramite l’ausilio di un dispositivo digitale, la nascita di Cristo ad una Vergine simile ad un altro personaggio iconico dell’artista: BFF. Chi conosce i due personaggi rimane immediatamente colpito dall’utilizzo delle X sugli occhi e sui dorsi delle mani. Delle X che indicano chiusura, errore, divieto d’accesso e, cionondimeno, rappresentano una rotazione di 45 gradi rispetto ad una tradizionale croce. E già questo ci indica che l’installazione richiama solo blasfemicamente al momento dell’Annunciazione ma l’utilizzo di un dispositivo digitale per comunicare e ricevere il “messaggio” ci rivela qualcos’altro, ovvero che la comunicazione non è più una rivelazione sacra ma l’iperconnessione che domina le nostre vite e le nostre relazioni, altrimenti riconducibile al pensiero dataista che considera ogni fenomeno, e l’intero universo, definito e definibile da un continuo flusso di dati. Perciò tanto la vita quanto la morte non sono che procedure di calcolo che non implicano alcunché di divino. Proprio l’accostamento straniante di Kaws, provocatorio e, forse, preconizzante un futuro auspicato transumano ci ha portato ad analizzare la storia e le differenze tra il Cattolicesimo tradizionale, il movimento transumanista, ben noto in Occidente. Ma abbiamo voluto fare di più paragonando i due punti di vista ad un altro movimento secolare meno noto ma, comunque, interessante per le sue implicazioni sia religiose che etiche, il Cosmismo di matrice russa. Perché concentrarsi anche su quest’ultimo direte voi; perché siamo immersi in un processo di ridefinizione del sacro che non è iniziato oggi e che, forse, merita un approfondimento per comprendere conflitti taciuti che stanno modellando il nostro futuro. Che questo ci piaccia o no e qualunque cosa pensiamo dei differenti punti di vista.

Iniziamo con il dire che Cosmismo e Transumanesimo sono due movimenti di pensiero che, pur nascendo in contesti storici e culturali diversi, condividono l’ambizione fondamentale di superare i limiti biologici e cognitivi dell’umanitĂ  attraverso la scienza, la tecnologia e una rinnovata visione del destino umano. Mentre i due movimenti secolari cercano una salvezza terrena e tecnologica, il Cattolicesimo – come sappiamo – pone la speranza in una salvezza ultraterrena e teologica.

Il Cosmismo, spesso considerato un futurismo esoterico o una filosofia scientifico-religiosa, fiorì in Russia tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Il suo ideatore principale fu Nikolaj FĂ«doroviÄŤ FĂ«dorov (1829–1903), la cui opera fondamentale fu La filosofia dell’opera comune.

Al centro del Cosmismo c’è l’idea che l’umanitĂ  debba intraprendere un’”opera comune” per dirigere attivamente la propria evoluzione e quella dell’universo. I suoi obiettivi radicali includono:

  • la resurrezione fisica di tutti gli antenati, ottenuta scientificamente;
  • l’immortalitĂ  per l’umanitĂ  futura;
  • la colonizzazione del cosmo, o cosmizzazione, come via per trovare spazio e risorse per i resuscitati.

In quest’ottica, potremmo affermare che, per il Cosmismo, la sacralità del corpo rimane tale anche dopo la morte; non esistono porte chiuse (le X dell’installazione di Kaws) ma spazi da esplorare.

Invece, il Transumanesimo, movimento più recente, si è sviluppato principalmente nel mondo anglosassone (Stati Uniti e Regno Unito) dalla metà del XX secolo in poi.

Le radici intellettuali affondano in pensatori come Julian Huxley (che coniò il termine “transumanesimo” nel 1957) e si consolidano con filosofi e scienziati moderni come Max More e Nick Bostrom.

Il Transumanesimo (spesso abbreviato in H+) è la convinzione che l’umanitĂ  possa e debba essere “trans-umana” – ossia che debba superare i suoi limiti attuali – attraverso la tecnologia e la razionalitĂ . Gli obiettivi primari che persegue sono:

  • il superamento della malattia e della vecchiaia per un’estensione radicale della vita;
  • l’aumento delle capacitĂ  fisiche, cognitive ed emotive, il cosiddetto potenziamento;
  • la creazione di una Intelligenza Artificiale benefica o la fusione con essa, ovvero la post-umanitĂ .

Mentre il Cosmismo ha, dunque, una forte componente religiosa, il Transumanesimo è laico e si fonda proprio sul dataismo che ha come esponente di spicco Yuval Noah Harari.

Ciò che distingue nettamente i tre punti di vista è la visione della morte:

  • per il Cattolicesimo la morte è conseguenza del peccato originale e rappresenta, attraverso la morte fisica, il passaggio alla vita eterna;
  • per il Cosmismo la morte è un’incompiuta della Creazione – con la quale Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza, perciò anche eterno -. Incompiuta che l’uomo deve superare giungendo alla resurrezione dei corpi e, in definitiva, all’immortalitĂ ;
  • per il Transumanesimo la morte è un bug da risolvere con l’ingegneria genetica e le biotecnologie al fine di puntare, come detto, ad un’estensione radicale della vita, ovvero all’a-mortalitĂ .

La Chiesa Cattolica, come è facile immaginare, solleva obiezioni profonde a entrambi i movimenti:

  • la ricerca dell’a-mortalitĂ  e del potenziamento a tutti i costi del punto di vista transumanista viene vista come una forma di superbia (il peccato di volersi sostituire a Dio) e di idolatria della scienza. L’ossessione per il potenziamento può distogliere l’uomo dalla sua vera vocazione spirituale;
  • il tentativo di “tecnologizzare” la resurrezione del pensiero cosmista riduce un mistero di fede – la risurrezione dei corpi – a un mero problema scientifico. La resurrezione, secondo il Cattolicesimo, non è un atto di manipolazione biologica sul cadavere, ma una ri-creazione o trasformazione totale operata da Dio;
  • sia il Cosmismo che il Transumanesimo sono essenzialmente immanenti, ovvero confinati alla realtĂ  terrena e cosmica. Il Cattolicesimo è trascendente: la meta finale dell’uomo è oltre l’universo materiale, in Dio.

AldilĂ  del pensiero cattolico, anche dal punto di vista etico entrambi i movimenti sollevano questioni profonde che riguardano il futuro dell’umanitĂ .

Nello specifico, le implicazioni del Transumanesimo occidentale riguardano il fatto che:

  • le terapie geniche o le interfacce neurali saranno inizialmente accessibili solo ai ricchi, creando una nuova forma di disuguaglianza biotecnologica e potenzialmente dividendo l’umanitĂ  in “potenziati” e “naturali”;
  • la ricerca del post-umano solleva il timore che si possa perdere ciò che essenzialmente definisce l’essere umano (vulnerabilitĂ , imperfezione, mortalitĂ ), portando a una crisi identitaria;
  • l’enfasi sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale Generica (AGI) comporta il rischio, secondo alcuni transumanisti (come Bostrom), di un’IA incontrollabile, definibile come un “rischio esistenziale”, che potrebbe portare all’estinzione umana.

Le implicazioni del Cosmismo russo riguardano, invece, il fatto che:

  • l’obiettivo della resurrezione universale è visto dalla maggior parte degli scienziati e dei filosofi come un’utopia irrealizzabile o un mero desiderio spirituale travestito da scienza;
  • il forte accento sull’azione collettiva e sulla pianificazione scientifica totale della vita può portare a forme di controllo sociale e a una negazione della libertĂ  individuale in nome del bene cosmico superiore;
  • nonostante le sue premesse, il Cosmismo ha fornito una profonda motivazione culturale e quasi mistica all’esplorazione spaziale russa, considerandola non solo una conquista, ma un’esigenza morale per la sopravvivenza e l’espansione dell’umanitĂ .

In sintesi, mentre il Cosmismo russo aspira a una salvezza universale e spirituale attraverso la scienza e l’azione collettiva, il Transumanesimo occidentale persegue un miglioramento individuale e laico attraverso la tecnologia. Entrambi i movimenti, tuttavia, pongono l’uomo al centro di un ambizioso progetto di evoluzione per superare la morte lĂ  dove il Cattolicesimo percepisce entrambi come deviazioni da un progetto divino, dove la vera speranza non risiede nel progresso tecnologico, ma nella fede e nella grazia di Dio.

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