🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’09” con la voce di Florian)
Il mio nome è inciso in ogni angolo della Sardegna centrale, ma il mio spirito è in viaggio costante. Il mio percorso è una melodia complessa, un canto corale che ha trovato la sua armonia attraverso quattro luoghi cruciali e due forze motrici: il canto e l’amore.
Tutto ha avuto inizio a Mamoiada. La Barbagia non ti insegna la dolcezza, ti insegna la verità e la forza silenziosa. Mio padre, Mario, boscaiolo dalla forza erculea, non mi ha tramandato solo il mestiere, ma la disciplina del canto d’insieme. Non il canto a hussertu anch’esso di gruppo ma a quattro – istintivo – ma la potenza armonica di un gruppo. Fu la mia prima lezione di vita: l’amore vero è coesione; le voci, come le idee, sono più forti quando si fondon
Quando partii per gli studi a Nuoro, portai con me quell’amore profondo. Lì, fondando il Coro Canarjos con gli amici di sempre, ho capito che l’arte è politica. Il coro divenne la mia palestra morale. Per far funzionare l’armonia, dovevo ascoltare la voce più acuta e rispettare il tenore più modesto. La mia onestà intellettuale e il mio approccio da “cantore di coro” nacquero tra le prove in quelle sale.
Qui, l’armonia del canto si è fatta visione politica. Ho abbracciato il sentimento Sardista, non come etichetta, ma come la più profonda espressione di quel rigore imparato sulla roccia di Barbagia: servire il popolo sardo con passione schietta, disinteressata e senza compromessi con l’arricchimento personale. Ho compreso che il vero autogoverno non è secessione, ma l’onesto governo del proprio destino, esigendo rigore etico e rispetto per i bisogni di tutti, a costo di sacrificare il facile tornaconto. Imparai che l’amore per la propria comunità esige rigore e rispetto.
Poi, la vita ha voluto un cambio di scenario. Da Nuoro mi sono spostato a Budoni, e il mio canto è passato dal dramma della montagna alla luminosità del mare. Budoni è stato il capitolo inatteso, il cambio di tonalità. Qui, ho vissuto un grande e folle capitolo d’amore personale. Un amore che mi ha insegnato la leggerezza, il sole e la possibilità di sorridere dopo le fatiche della disciplina. La costa mi ha dato respiro, dimostrandomi che la rettitudine non è sinonimo di austerità, ma può bagnarsi di salsedine e passione ritrovata.
Infine, Roma… Arrivai nella Città Eterna con il bagaglio pieno: la forza di Mamoiada, la coscienza civica e l’impegno non venale di Nuoro e la gioia di Budoni. Roma è la mia orchestra finale. Qui, ho cercato l’amore non solo nei legami umani, ma nella grandezza della storia e nel fermento della vita capitolina. Ho portato il mio approccio di armonia e rigore nel mio lavoro e nel mio impegno civico, cercando sempre la partitura onesta, fedele ai bisogni della gente e rigorosa nella metrica della legalità.
Il mio percorso è un inno al servizio e alla rettitudine. Dalla roccia silente della Barbagia ai vicoli caotici e magnifici di Roma, ho percorso un lungo cammino fatto di canto e d’amore. E so che il mio canto, come quello del mio popolo, risuonerà più forte perché non sono un solista, ma porto con me l’anima e le voci di tutta la mia terra.














