🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 2’42” con la voce di Thalita)
Il termine “green“, come sappiamo, significa verde perciò è associato o associabile a concetti positivi come “naturale”, “biodiversitĂ ”, “eco-compatibilitĂ ” e “attenzione alla dimensione umana”. Tuttavia, il termine è stato progressivamente cooptato da interessi economici e politici, che ne hanno distorto il significato mantenendone consapevolmente la suggestione per promuovere scopi diversi in contesti diversi ma sempre con funzione manipolativa. Analizziamo questi contesti.
Partiamo dal marketing:
in questo contesto potremmo sentir parlare di greenwashing, una strategia che consiste nel presentare prodotti, obiettivi o politiche di un’organizzazione come ecologicamente responsabili, quando in realtĂ non lo sono. Questa pratica ingannevole sfrutta la crescente sensibilitĂ dei consumatori verso le tematiche ambientali per migliorare l’immagine pubblica di un marchio o per vendere prodotti che, in realtĂ , hanno un impatto negativo sull’ambiente .
Un altro contesto che possiamo analizzare è quello del “falso green“:
l’uso del termine “green” in questo contesto è percepito negativamente quando le politiche associate non sono considerate autenticamente ecologiche o quando vengono percepite come strumenti di controllo sociale o di discriminazione.
Nello specifico:
- il falso green si riferisce a prodotti o iniziative che vengono presentati come rispettosi dell’ambiente, ma che in realtĂ non lo sono o che addirittura hanno un impatto negativo;
- il green pass è stato percepito da taluni come una misura liberticida o discriminatoria, piuttosto che come uno strumento per la tutela della salute pubblica. E chi non l’ha percepito così, semplicemente, non si è reso conto della funzione di sottomissione in esso insita.
Al terzo posto del nostro elenco annoveriamo l’ideologia green e gli interessi economici:
l’ideologia green è, infatti, diventata uno strumento per ridefinire gli assetti di potere in Occidente e per favorire interessi economici specifici. In questa prospettiva, le politiche green vengono viste come un modo per aumentare la ricchezza di chi è giĂ ricco, attraverso la creazione di un nuovo sistema industriale monopolizzato dai paesi occidentali.
In conclusione, l’uso del termine “green” è spesso il risultato di una manipolazione del linguaggio e di una distorsione del significato originale del termine, utilizzate per promuovere interessi economici e politici specifici. In pratica, evoca distese rilassanti sulle quali lanciare le proprie corse ad occhi chiusi ma nasconde intenti poco limpidi che, se manifestati tal quali sono, non troverebbero riscontro positivo nella popolazione verso la quale sono indirizzati. Perciò, ogni volta che ci parlano di green scrostiamo il primo strato di colore ed assicuriamoci che dietro non ci sia del rosso, del nero o, addirittura, del marron.














