🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 4’14” con la voce di Florian)
SanitĂ e Indipendenza Medica: Quando l’Incentivo Economico Rischia di Minare la Fiducia e l’ObiettivitĂ
La pubblicazione dell’Allegato A della Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 1326 del 28 ottobre 2025, recante il “Protocollo d’intesa regionale per la partecipazione dei Pediatri di Libera Scelta alla campagna di immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (VRS)”, pone con urgenza interrogativi di natura deontologica, etica e professionale che non possono essere ignorati.
Al centro del dibattito vi è la previsione di specifici compensi economici legati non solo all’esecuzione della singola prestazione sanitarie, ma al raggiungimento di precisi target percentuali di copertura della popolazione assistita. Una modalitĂ d’ingaggio aziendale che rischia di alterare profondamente la natura della libera professione medica e il rapporto di fiducia tra medico e paziente.
Il meccanismo dei bonus: remunerazione o condizionamento?
L’accordo prevede la corresponsione al Pediatra di Libera Scelta (PLS) di un compenso di 8,00 euro per ciascuna somministrazione dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab. Tuttavia, il punto cruciale e maggiormente critico risiede nella previsione di un ulteriore compenso di 2,00 euro per somministrazione, erogato a titolo di “sostegno della complessitĂ organizzativa” solo ed esclusivamente al raggiungimento di una quota di copertura pari ad almeno l’80% della coorte degli assistiti.
L’introduzione di un premio di risultato condizionato al raggiungimento di una soglia numerica rigida (l’80%) trasforma, nei fatti, una misura di prevenzione sanitaria in una sorta di obiettivo aziendale e commerciale. Ci si deve chiedere: con quale serenitĂ d’animo e piena libertĂ d’indicazione un medico può valutare il singolo caso clinico quando il proprio trattamento economico complessivo o il riconoscimento del lavoro svolto dipende dal raggiungimento di una percentuale collettiva?
L’impatto sulla libertĂ e coscienza professionale
Il Codice di Deontologia Medica impone al professionista di agire secondo scienza e coscienza, mantenendo una rigorosa indipendenza da condizionamenti e interessi economici, sia personali sia istituzionali. Quando il sistema premiale della sanitĂ pubblica assegna bonus finanziari legati a tassi di adesione prescrittiva o somministrativa, la linea di demarcazione tra promozione della salute e pressione economica diventa estremamente sottile.
Il rischio concreto è che l’atto medico e l’alleanza terapeutica vengano intaccati:
-
Compromissione della personalizzazione delle cure: Ogni bambino e ogni contesto familiare presentano specificitĂ che richiedono un ascolto attento e privo di preconcetti o urgenze numeriche. La necessitĂ di raggiungere il “target dell’80%” rischia di spingere verso un’omologazione dell’offerta, a scapito del tempo dedicato all’analisi delle singole esigenze.
-
Pressione sul consenso informato: Il ruolo del pediatra dovrebbe essere quello di informare, accompagnare ed esporre con obiettivitĂ vantaggi, limiti ed eventuali rischi di un trattamento o di un’immunizzazione. Se la mancata adesione del genitore contribuisce a far fallire l’obiettivo percentuale dell’ambulatorio, l’informazione rischia, anche inconsciamente, di trasformarsi in una dinamica di persuasione guidata da logiche d’incentivo.
-
Incrocio di interessi e sfiducia dei cittadini: La percezione pubblica è un elemento fondamentale per la riuscita delle politiche di salute pubblica. Venire a conoscenza del fatto che il medico riceve una somma aggiuntiva solo se convince un numero sufficiente di famiglie ad aderire rischia di minare la fiducia nel corpo medico, alimentando sospetti sulla reale disinteressatezza delle raccomandazioni sanitarie.
Un modello organizzativo da ripensare
Sebbene l’obiettivo dichiarato dal Protocollo sia quello di ridurre l’impatto delle infezioni da VRS nei neonati, lo strumento economico utilizzato pone un grave problema metodologico. La promozione della salute pubblica non dovrebbe mai basarsi su meccanismi di stampo prestazionale o premiale che condizionano la retribuzione del medico ai volumi o alle quote di copertura raggiunte.
La medicina del territorio e la pediatria di libera scelta necessitano di risorse organizzative, tempo di ascolto e strutture adeguate per svolgere appieno il proprio ruolo fondamentale. Vincolare tali risorse a logiche di risultato percentuale rischia di svilire la professionalitĂ dei medici, riducendoli a esecutori di direttive aziendali, e di incrinare irrimediabilmente quel rapporto di fiducia fiduciario tra famiglie e pediatri che rappresenta il vero pilastro della prevenzione.














