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Come le Teorie di Edward Bernays Spiegano la Guerra in Ucraina, la Gestione del COVID e il Fenomeno Vannacci
Nel 1928, Edward Bernays – nipote di Sigmund Freud e padre fondatore delle moderne Pubbliche Relazioni – pubblicò un saggio dal titolo emblematico: Propaganda. In quelle pagine, Bernays teorizzò che la manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini e delle opinioni delle masse rappresenta un elemento strutturale nelle societĂ democratiche. Secondo l’autore, chi muove questi fili invisibili costituisce un vero e proprio “governo invisibile” in grado di plasmare idee, scelte e comportamenti collettivi attraverso la psicologia di gruppo.
A distanza di quasi un secolo, pur in un contesto tecnologico dominato dagli algoritmi dei social media, dal microtargeting e dal flusso d’informazione h24, la grammatica della persuasione non è cambiata. Analizzare tre grandi fenomeni del nostro presente — la narrazione del conflitto russo-ucraino, la gestione mediatica della pandemia di COVID-19 e l’ascesa politica del Generale Roberto Vannacci — permette di comprendere quanto le intuizioni di Bernays siano ancora oggi il motore della comunicazione pubblica e politica.
1. Il Conflitto Russo-Ucraino: La Semplificazione della Geopolitica e la Guerra dei Cliché
Bernays sosteneva che la massa, sommersa da una complessità di eventi che non ha il tempo né gli strumenti per decodificare, richieda un filtro semplificatore. Il ruolo dello spin doctoring politico è quello di trasformare scenari intricati in narrazioni binarie ed immediate.
Nel caso del conflitto in Ucraina, la complessa stratificazione geopolitica degli ultimi decenni — fatta di trattati sul disarmo, espansione della NATO, dinamiche energetiche e spaccature etno-linguistiche — è stata ricondotta ad un paradigma morale semplificato: una sfida tra Democrazia e Autocrazia, tra il Bene e il Male.
A questo si affianca la tecnica bernaysiana del “clichĂ©” o dell’etichetta emotiva. Come negli anni ’20 bastava bollare un avversario come “bolscevico” per squalificarlo, nella narrazione attuale l’impiego di etichette come “filo-putiniano” o “propagandista del Cremlino” viene spesso utilizzato per depotenziare il dibattito critico e disattivare la discussione sulle prospettive diplomatiche o sulle conseguenze economico-energetiche a lungo termine.
2. La Gestione della Pandemia e il COVID-19: AutoritĂ scientifica e Pressione della Paura
Nel suo libro, Bernays spiegava che il modo piĂą efficace per orientare il comportamento delle masse non è l’imposizione diretta, ma la persuasione indiretta condotta attraverso “autoritĂ di riferimento” riconosciute dalla collettivitĂ .
Durante la pandemia di COVID-19, i governi e l’industria farmaceutica hanno fatto perno sulla figura di medici, virologi e Comitati Tecnico-Scientifici elevati a principali testimonial della risposta sanitaria. La complessitĂ dell’immunologia e della ricerca è stata sintetizzata in slogan d’impatto e direttive etiche (“il vaccino ci rende liberi”), facendo leva sull’istinto di protezione e sulla responsabilitĂ collettiva.
L’uso della paura dell’emergenza da un lato, e la categorizzazione del dissenso dall’altro (tramite l’etichetta omnicomprensiva di “No-Vax”), hanno favorito un’adesione di massa alle campagne di vaccinazione e alle misure restrittive. Allo stesso tempo, l’industria farmaceutica ha beneficiato di un contesto in cui la risposta vaccinale è stata posta al centro dell’agenda pubblica, riducendo lo spazio per il dibattito su opzioni terapeutiche alternative, sui limiti dell’immunitĂ sterilizzante o sulle tutele contrattuali accordate alle multinazionali del settore.
3. Il Fenomeno Roberto Vannacci: Simboli, Antagonismo ed Effetto Algoritmico
Se Bernays operava nell’epoca dei giornali cartacei e della radio, l’ingegneria del consenso contemporanea sfrutta le dinamiche dell’era digitale. L’ascesa politica e mediatica del Generale Roberto Vannacci offre un esempio paradigmatico di applicazione di questi principi.
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L’uso dei simboli identitari: La figura dell’ufficiale pluridecorato, che si presenta come uomo delle istituzioni estraneo alle logiche della politica tradizionale, attribuisce al messaggio una forte percepita autoritĂ e indipendenza.
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Innesco emotivo e polarizzazione: Il lancio del suo libro Il mondo al contrario ha volutamente toccato temi culturali e sociali ad alta caratura emotiva. Come insegna Bernays, la reazione di condanna da parte dei media mainstream e delle gerarchie ha generato un effetto di “martirizzazione”, trasformando il Generale nel simbolo della resistenza contro la presunta censura del “politicamente corretto”.
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L’amplificazione algoritmica: Le piattaforme social premiano la polarizzazione e l’indignazione. La contrapposizione mediatica attorno alla sua figura ha generato un ciclo continuo di interazioni (engagement), garantendo un volume di copertura mediatica gratuita che ha trasformato un caso editoriale in un consistente bacino di consenso elettorale.
Conclusione: L’AttualitĂ dell’Ingegneria del Consenso
Dalle strategie per promuovere prodotti commerciali negli anni ’20 fino alle grandi crisi internazionali e ai fenomeni politici di oggi, la lezione di Edward Bernays rimane immutata: il consenso non nasce per caso, ma viene fabbricato e guidato agendo sull’inconscio, sulle paure e sui simboli condivisi delle masse.
Riconoscere questi meccanismi nella narrazione della guerra, nelle politiche sanitarie o nelle campagne elettorali non significa cedere a visioni complottistiche, ma dotarsi degli strumenti analitici necessari per esercitare un pensiero critico e consapevole di fronte agli stimoli del nostro tempo.
Per sapere di piĂą su come viene orientata e manipolata l’opinione pubblica nell’era digitale, guarda il seguente video:















