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Per un mese Eni ci farà credere che tutto vada bene sempre

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 2’12” con la voce di Remy)

Dal 28 settembre Enilive fissa un tetto ai prezzi dei carburanti: 1,99 euro al litro per la benzina, 2,19 per il gasolio, per almeno trenta giorni. Finito il mese, i prezzi alla pompa torneranno a dipendere da un mercato che nel frattempo non sarà migliorato.
Il diesel sul mercato mondiale è sempre più scarso, e Hormuz è solo una parte della spiegazione. Da mesi l’Ucraina bombarda le raffinerie russe, in una guerra che numerosi paesi NATO sostengono con armi e mezzi. Se la Russia raffina meno, sul mercato internazionale arriva meno gasolio, e chi lo comprava da Mosca deve rivolgersi ad altri: Turchia, Europa e gli altri grandi importatori si ritrovano a trattare con gli stessi fornitori. Dal Golfo, intanto, arrivano meno greggi medio-pesanti ad alto contenuto di zolfo, cioè proprio quelli per cui è stata progettata buona parte delle raffinerie. Sostituirli con barili qualsiasi non funziona, perché gli impianti non lavorano qualsiasi greggio.
Sul gas la storia è simile. Dal 2022 l’Europa ha cominciato a rimpiazzare il metano russo con forniture più care e più esposte alle oscillazioni globali, a cominciare dal GNL che viaggia via nave. Il caso francese dà la misura: la bolletta energetica del paese è salita da 46,5 miliardi nel 2021 a 117,4 miliardi nel 2022, oltre settanta miliardi in più in dodici mesi. E adesso Bruxelles prepara l’addio definitivo al gas russo.
Riassumendo: colpiamo le raffinerie russe, rinunciamo al loro petrolio e al loro gas, indeboliamo il mercato da cui noi stessi dipendiamo, e poi ci accorgiamo che gasolio, trasporti, agricoltura e industria costano di più anche da noi. A quel punto mettiamo un tetto al prezzo della benzina per trenta giorni.
Il Partito del Riarmo tratta l’economia come un gioco di strategia, dove si bombarda una casella della mappa e il danno rimane confinato lì. Nell’economia reale il conto torna a chi l’ha provocato: prima al distributore, poi nei costi di trasporto e di produzione, e alla fine sugli scaffali del supermercato.

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