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Finalmente! La Serie A è ripartita

Che bello quando a metà agosto, tra un aperitivo e l’altro in spiaggia, la prima pagina dei giornali sportivi cambia e ricompare la scritta: “Al via il campionato!”. E anche quest’anno, dopo le prime partite di Coppa Italia, ci siamo. La Serie A è ripartita, e come ogni anno siamo pronti a soffrire, esultare, arrabbiarci per un fuorigioco, per un rigore concesso, o per un gol mancato di pochissimo.

A volte si dice che la squadra di calcio è l’unica cosa in grado di unire il nostro Paese, e in un certo senso è vero. Non importa se sei un operaio, un professionista, un anziano, o uno studente: la domenica allo stadio siamo tutti uguali. Non conta la fede politica, non conta il credo religioso, conta solo il colore della maglia.

È innegabile che a tutti piace tifare. E in un Paese così spaccato come l’Italia, in cui i pareri sono sempre agli opposti, è un’esperienza che unisce. Tifare per la propria squadra è come una fede: è l’attesa per la partita, l’urlo quando la squadra segna, l’abbraccio con gli amici, ma anche la delusione dopo una sconfitta.

Tifosi sempre, ma con la testa

Quello che il calcio ci insegna è anche un’importante lezione di vita: tifare e parteggiare per qualcosa non deve mai portare a non ragionare con la propria testa. Saper distinguere i ruoli è importantissimo. Se tifi per la tua squadra, sai che devi sostenere la tua maglia, e non devi credere che la tua squadra sia la migliore solo perché “è la tua”. Allo stesso modo, essere tifosi della propria squadra del cuore non deve portare a non riconoscere i meriti degli altri.

È un discorso che vale anche in altri ambiti, ben più importanti del calcio. Le guerre e le pandemie, per esempio, non hanno nulla a che fare con il tifo. Quando si parla di temi seri, che riguardano la vita delle persone, occorre informarsi, ragionare, e non parteggiare ciecamente per una parte o per l’altra. Non dobbiamo schierarci in un “fronte” solo perché ci sentiamo di appartenere a esso o per comodità. Non dobbiamo tifare per una teoria o un’ideologia politica senza prima averla compresa a fondo.

Il calcio, la nostra squadra del cuore, sono una passione. E le passioni, si sa, ci aiutano a vivere meglio. Ma bisogna sempre fare in modo che rimangano tali, e non condizionino il nostro modo di agire e di pensare.

In bocca al lupo, CAGLIARI!

E ora, tornando al calcio e alla passione, non possiamo non augurare un grande campionato al nostro Cagliari. L’inizio è stato positivo, con un punto conquistato in casa contro un’ottima squadra come la Fiorentina. Speriamo che i rossoblù possano lottare con il coltello tra i denti e che riescano a conquistare una salvezza tranquilla.

Che sia una stagione ricca di emozioni per tutti! E ora, che il campionato continui!

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