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Dall’esperimento della caverna dei ladri agli UAP fino alle questioni di buon cuore

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’56” con la voce di Ingrid)

Se fosse un film, vedrebbe contrapporsi i Rettiliani contro le Aquile americane, ma questo non è un film è marketing geopolitico ed ora vi spiego perché non ho contrapposto a caso Rettiliani e Aquile, piuttosto sono stata ispirata.

Nel 1954, Muzaffer Sherif e la moglie condussero un esperimento che contrapponeva due gruppi di undicenni, assegnati casualmente al gruppo dei Serpenti e a quello delle Aquile, per dimostrare che alla base delle confliggenze si rintracciano inevitabilmente differenze sia di tipo individuale che sociale e, dunque, per risolverle è sufficiente appianare le distanze. L’equazione era semplice: le divergenze stanno alle differenze come le cooperazioni stanno agli obiettivi sovraordinati. In pratica, è possibile eliminare o appianare il conflitto rendendo amici i nemici. Capite bene che l’unico modo per riuscirci è creare un nemico terzo (nel caso dell’esperimento, un obiettivo comune da raggiungere, ovvero un obiettivo che non prevedesse competizione). Fermiamoci qui con l’esperimento sull’appartenenza di gruppo, chi lo desidera potrà approfondire facilmente poiché si tratta di uno studio notissimo, e spostiamoci su un altro pilastro della psicologia: il reframing.

Per chi conosce l’inglese sarà semplice rintracciare nel termine appena citato le due parti che lo compongono, ovvero re con il significato di “rifare dal nuovo” e framing che sta per “incorniciare”. Dunque, con la tecnica del reframing che, in ambito marketing si chiama rebranding, viene creata una nuova cornice di significato per consentirci di chiamare con un termine nuovo qualcosa di già noto. È il caso, ad esempio, degli UAP, gli Unidentified Anomalous Phenomena, che dal 2020 hanno sostituito l’acronimo storico di UFO, Unidentified Flying Object. Questa operazione ha spostato il focus dalla ricerca e potenziale attestazione di vita aliena che conduce velivoli in maniera intelligente a fenomeni diversi tra loro che potrebbero rientrare nell’ampio range che va da manifestazioni naturali all’espressione di tecnologie sofisticate di competitors terrestri oppure no ma, in ogni caso, oscuri per chi li intercetta. Questo significa che siamo passati dal ritenere il non identificabile come il risultato di esseri intelligenti e con i quali, dunque, sarebbe potenzialmente possibile negoziare, a qualcosa di misterioso al quale non possiamo prevedere come approcciarci. Insomma, gli UAP potrebbero essere pure terrestri ma fanno più paura che se non lo fossero dal momento che dietro può celarsi una minaccia geopolitica. E questa minaccia potrebbe essere reale, presunta tale o spacciata per tale. In ogni caso, il reframing è stato coltivato negli ultimi sei anni per creare l’obiettivo sovraordinato comune del quale abbiamo parlato prima.

Ora basta con la teoria e veniamo molto brevemente a noi: nel frattempo che il dossier Epstein miete le vittime sacrificabili e l’imperialismo a stelle e strisce, ma rigorosamente figlio di N.N., accende micce che favoriranno cambi di potere e giustificheranno eventuali estemporanee minacce spacciate per tali, Trump e Netanyahu possono esportare pace, benessere e democrazia come se piovessero bombe. Come dite, quelli che piovono in Iran condannando vittime innocenti sono proprio attacchi militari? Lo vedete che, alle volte, non bastano affatto gli obiettivi sovraordinati, le appartenenze di gruppo e i reframing ma bisogna pure riconoscere un diffuso e spregiudicato complesso del Messia che, essendo complesso, non è aggravante ma attenuante. O no?

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