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I NegaSionisti, al crescere delle prove del genocidio a Gaza, non arretrano: passano alla fase chutzpah, la sfrontatezza estrema che ribalta l’evidenza. Le macerie diventano β€œbasi terroristiche”, i bambini massacrati β€œscudi umani”, la fame β€œcolpa dei palestinesi che non sanno gestire”, la critica β€œantisemitismo”.


Giornalisti e influencer asserviti – da Molinari a Sechi, fino a Velardi – negano l’ovvio e invertono i ruoli: vittima colpevole, aggressore difensore. Stamane Claudio Velardi – de β€œIl Riformista” – arriva persino a mettere tra virgolette la professione di Mariam Dagga, fotoreporter uccisa da Israele, nonchΓ© a fare una lezione sull’attendibilitΓ  delle immagini, mentre quelle parlano da sole e l’Associated Press le pubblica senza esitazioni. Non Γ¨ lei a meritare virgolette: Γ¨ lui, un β€œdirettore” che scambia il giornalismo con la propaganda.
E che dire del video che pubblico qui? Vedrete in sequenza tre elementi.
Il primo elemento Γ¨ l’esempio recente e piΓΉ clamoroso di una tra le pratiche piΓΉ atroci documentate a Gaza, il cosiddetto β€œdouble tap”: un primo bombardamento colpisce un obiettivo – tipicamente una struttura sanitaria – e semina morte; poco dopo, quando accorrono soccorritori, familiari, civili e giornalisti, una seconda esplosione falcia chiunque tenti di aiutare i feriti. È una tecnica ben nota, giΓ  denunciata come crimine di guerra in altri scenari, ma oggi usata sistematicamente da Israele per moltiplicare le vittime e spegnere ogni possibilitΓ  di soccorso e indurre terroristicamente nei palestinesi la disperazione dell’«inabitabilitΓ Β» della loro patria, in un quadro di insicurezza assoluta ed estrema. È l’episodio in cui sono morti diversi cronisti di varie agenzie internazionali, tra cui appunto Mariam Dagga.
Il secondo elemento del video Γ¨ l’indecente commento su questo episodio da parte del direttore di β€œLibero”, Mario Sechi, che vuole rifilarci ancora una volta la solenne e insolente stupidaggine che Israele β€œin quanto democrazia” farΓ  delle indagini sull’accaduto (le annunciano sempre, con la medesima consistenza delle bolle di sapone in una giornata di forte maestrale). GiΓ  che c’è, insinua anche lui che quelli potessero non essere veri giornalisti. Lo stesso dubbio che ci rimane su di lui, a guardarlo bene bene.
Il terzo elemento ci porta nientemeno che allo sfollagente di β€œla Repubblica”, Maurizio Molinari, l’uomo che ha ridato un senso alla sambuca. Dice che la spinta a cacciare via i palestinesi a suon di bombe non Γ¨ un’emigrazione forzata bensΓ¬ β€œvolontaria” perchΓ© nΓ© Trump nΓ© il governo israeliano hanno mai usato il termine β€œforzata”, giurin giuretto. A lui gli basta cosΓ¬. D’altronde Γ¨ abituato alla migrazione dei lettori dal suo giornale, indubbiamente volontaria.
Basta cosΓ¬. Oggi ci risparmiamo gli influencer a libro paga dei genocidi che vogliono dirci che a Gaza non c’è fame. Ci sarebbero anche quelli.
Per tutto questo una parte significativa del mio libro «𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒π₯ β€œπ’π’π¨π§π’π¬π¦π¨ π‘πžπšπ₯πžβ€Β» Γ¨ concepita come un vero e proprio π’Žπ’‚π’π’–π’‚π’π’† π’…π’Š π’‚π’–π’•π’π’…π’Šπ’‡π’†π’”π’‚ nei confronti di una propaganda cosΓ¬ spudorata e tossica. Gli schemi, una volta individuati e smontati, diventano riconoscibili. E spesso, come si puΓ² ben notare, a gestire gli schemi, mandano gli scemi.

Ecco il post su telegram: https://t.me/PinoCabrasPino/5968

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