Prendendo spunto da un post di oggi di Francesco Toscano su Facebook desidero spiegarne i concetti chiave in modo da aiutare a comprenderli meglio e, se si desidera, trarne le proprie conclusioni.
DSP non propone un “reddito di dignità” (che in Italia è più comunemente conosciuto come “reddito di cittadinanza”).
DSP propone, invece, il concetto di piena occupazione attraverso l’intervento diretto dello Stato. L’idea è che, se il mercato del lavoro privato non riesce a creare abbastanza posti di lavoro, lo Stato dovrebbe intervenire per assorbire la forza lavoro in eccesso. Questo può avvenire attraverso progetti pubblici, opere infrastrutturali o altri settori di interesse statale, garantendo un impiego a chi è disoccupato.
Il concetto di piena occupazione attraverso l’intervento diretto dello Stato è fondamentale per i seguenti motivi:
- Indipendenza Economica e Libertà di Scelta
- Avere un lavoro significa avere un reddito stabile, il che garantisce indipendenza economica. Questa indipendenza è la base per poter fare scelte personali e politiche libere. Quando una persona è economicamente dipendente da sussidi statali, da aiuti familiari o da altre forme di assistenza, può sentirsi vincolata o condizionata nelle proprie decisioni, incluse quelle politiche.
- Ad esempio, un lavoratore che paga le tasse e contribuisce al sistema sociale si sente parte attiva della società. Questo lo rende più propenso a informarsi e a votare per un partito che ritiene rappresenti i propri interessi, piuttosto che votare semplicemente per chi promette un sussidio. La libertà di voto non è solo il diritto di mettere una croce su un simbolo, ma la possibilità di farlo senza condizionamenti esterni dovuti alla necessità di sopravvivenza.
- Identità e Dignità
- Il lavoro è spesso un elemento fondamentale dell’identità personale. Attraverso il lavoro, le persone possono realizzare sé stesse, usare le proprie abilità e talenti e contribuire alla società. In Italia, nell’Articolo 4 della Costituzione (spesso dimenticata o interpretata a proprio piacere) si riconosce il lavoro non solo come un diritto, ma anche come un dovere, che concorre al progresso materiale e spirituale della società. Questo concetto sottolinea come il lavoro sia intrinsecamente legato alla dignità della persona. Non avere un lavoro può portare a sentimenti di fallimento e isolamento.
- Inclusione Sociale
- Il lavoro è un potente strumento di integrazione sociale. Il posto di lavoro è spesso il primo luogo dove si entra in contatto con persone di background diversi, favorendo la creazione di relazioni e l’inclusione di categorie vulnerabili, come i giovani o le persone con disabilità. La disoccupazione, al contrario, può portare alla marginalizzazione e alla povertà sociale. L’inclusione lavorativa è un fattore chiave per una società più equa.
- Crescita Personale e Psicologica
- Il lavoro offre stimoli costanti che contribuiscono alla crescita personale e psicologica. Affrontare sfide, risolvere problemi e raggiungere obiettivi sul posto di lavoro aiuta a sviluppare competenze, aumentare l’autostima e la resilienza. Un ambiente di lavoro sano può migliorare le relazioni interpersonali, ridurre lo stress e il senso di affaticamento professionale, portando a una maggiore soddisfazione non solo nella vita lavorativa, ma anche in quella personale.
Sovranità Popolare e Potere Esecutivo
Il Presidente nel post sottolinea l’importanza della sovranità popolare. In una democrazia, le decisioni fondamentali su cosa si può o non si può fare dovrebbero spettare ai politici che sono stati democraticamente eletti dal popolo. DSP è in disaccordo con l’idea che banchieri e tecnocrati detti “poteri non rappresentativi”, possano prendere decisioni politiche al posto dei rappresentanti democraticamente eletti.
Responsabilità Politica
Molti politici oggi sembrano evitare le proprie responsabilità. Invece di affrontare i problemi e prendere decisioni difficili, preferiscono delegare o nascondersi dietro scuse burocratiche. Questo comportamento mina la fiducia dei cittadini nella politica, che ha il compito di agire per il bene del popolo e non per quello delle multinazionali.
Quando, per esempio, il governatore calabrese Occhiuto menziona che “il reddito non si può fare” perché non è di competenza regionale, ovviamente questa è una scusa, infatti se un progetto è importante e la competenza è del governo centrale, i rappresentanti politici dovrebbero lottare a livello nazionale per far approvare la legge, piuttosto che limitarsi a un’amministrazione passiva.
Differenza tra Politica e Tecnocrazia
Un punto cruciale è la distinzione tra politici e tecnocrati.
- I politici sono visti come rappresentanti del popolo, con il compito di prendere decisioni audaci e innovative.
- I tecnocrati, come Monti e Draghi, sono invece figure che tendono a “prendere ordini” e gestire l’ordinaria amministrazione.
Dunque chi è abituato a questo ultimo approccio non è in grado di immaginare di poter decidere qualcosa di veramente significativo.
Ecco il post suddetto:














