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E anche quest’anno mi sono ritrovata con la dispensa colma d’ingredienti che comincio a considerare parte della tradizione natalizia anche se di tipico non hanno un bel niente.
Dunque, il menù natalizio che vi propongo gratta il fondo della tipicità con nomi che rimandano alla tradizione ma si tratta solo di un abbaglio che vi porterà a stringere gli occhi fino a serrarli. Quando li riaprirete, le lunette che vedrete non saranno lucine natalizie ma il vostro sangue inalberato che fa i fuochi d’artificio. Tuttavia, l’occasione è lieta e la compagnia sarà ottima, perciò prendete dal menù tutto il buono che potete. Il resto… Be’, cosa fare del resto ve lo dico a fine pietanze.
Antipasti
Lumachine di Quirra al vermentino. Si garantiscono gli effetti speciali.
Verdurine gratinate sulle ciminiere di Sarroch. La gratinatura è ottima.
Pistoccu su crema di formaggi Arborea. Rigorosamente a mRNA.
Primi
Sa Busecca. Da bovini trattati con vaccini mRNA
Fregula con purpuzza mantecata al Casizolu. Ovviamente con immancabile mRNA un po’ dovunque.
Secondi
Brasato di capra alla Vernaccia con cardi selvatici. Direttamente provenienti dai campi fotovoltaici di Uta
Porcetto allo spiedo dal Grighine. Pascolato amorevolmente sotto le pale eoliche.
Frutta e dolce
Cestino di agrumi elettromagnetici da Selargius. Gentilmente omaggiati da Terna.
Panettone ripieno dalle balle della Todde.
Ed ora, invitate la Giunta sarda tutta.











