🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 2’32” con la voce di Ingrid)
Bea ha 16 anni, papà sardo e mamma cinese, vive e studia in Svizzera. Studia al Liceo Linguistico di Zurigo, ama viaggiare e si sta preparando a trascorrere le sue due settimane di vacanze natalizie tra compiti e festeggiamenti. Le abbiamo posto qualche domanda per farci raccontare come vive questo periodo dell’anno.
Come ti stai preparando al Natale?
So che avrò da studiare durante le vacanze e studierò da sola. Per il resto, per prepararmi al Natale non faccio nulla di particolare.
Hai sempre trascorso il Natale a Zurigo o ti è capitato di trascorrerlo anche in Sardegna?
Sì, ho trascorso il Natale anche in Sardegna. Ma, rispetto al Natale in Sardegna, qui mi piacciono la neve e le decorazioni natalizie.
Conosci e frequenti altri figli di immigrati sardi della tua etĂ ?
Sì, una mia amica è figlia di un immigrato sardo.
Vi capita mai di parlare della Sardegna? E vi sentite, in qualche modo, legate ad essa?
Sì, con la mia amica parliamo della Sardegna, ci sentiamo legate al mare.
In cosa percepisci la “sarditĂ ” di tuo padre?
Gli elementi della sarditĂ di mio padre si sentono, senza ombra di dubbio, nella scelta e nei gusti per il cibo.
Tuo padre ti ha mai raccontato dei Natali che ha trascorso in Sardegna?
Sì, il mio papà mi ha raccontato che da piccolo per Natale faceva sempre il presepe con i suoi genitori e quello per lui è un bel ricordo.
Che messaggio pensi di poter condividere con i tuoi coetanei per il vostro futuro?
L’unico messaggio che mi sento di dare per il futuro è di godersi la vita. Tutto qui.
Queste parole di Bea che, più che un messaggio, sono un auspicio di vita serena, perfettamente in linea con lo spirito del Natale, suscitano in noi adulti tutta la genuina nostalgia per gli anni trascorsi a riempire le giornate che sembravano scorrere al giusto ritmo in qualunque stagione dell’anno si fosse. Poi la vita cambia, accelera e noi, a volte, ci chiediamo se la stiamo vivendo o rincorrendo. Ma che stiamo sempre almeno un passo indietro ad essa lo dimostra il fatto che, quando dobbiamo cercare ricordi carichi di pathos, dobbiamo scandagliare il cuore di bambini, esattamente come fa il papà di Bea che ricorda il tradizionale allestimento del presepe con i genitori. E il Natale è un vero e proprio treno di questi ricordi fissati in un tempo che scorreva all’unisono con il tempo della vita. E, allora, buon godimento di vita a tutti!














