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L’ottimismo tecnologico di Elon Musk a Davos

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Laurence Douglas Fink (noto Larry), il Ceo di BlackRock – la Rupes Nigra della finanza, se siete appassionati di leggende, o l’investimento solido, se siete appassionati di brand storytelling – al forum di Davos ha intervistato Elon Musk, il visionario dell’iperconnessione. Il Tesla-man, con aria scanzonata ma sicura, ha così avuto modo di farci una lezione di filosofia, la sua ottimistica filosofia, raccontandoci degli obiettivi che da essa discendono per quanto attiene al futuro tecnologico delle sue aziende. Un futuro che garantirà la sopravvivenza e l’espansione della civiltà umana. Nientemeno!

Ecco i punti chiave emersi dal suo discorso. Mi raccomando, gustatevi tutto l’articolo e non trasecolate ai primi guizzi genuinamente filosofici perché, se avrete pazienza, i risvolti in chiave business ci riporteranno alla realtà. E, allora, pronti? Partiamo alla scoperta della Musk philosophy.

Lettera A. La filosofia della curiosità e della coscienza

Punto 1. Preservare la “candela della coscienza” – Musk vede la vita e la coscienza umana come qualcosa di incredibilmente raro e fragile, paragonandola a una piccola candela in una vasta oscurità. Da ciò deriva il suo obiettivo primario: massimizzare la probabilità che la civiltà abbia un futuro a lungo termine. Ovvero far sì che quella candela non si spenga e, anzi, venga allocata come un bene multiplanetario che, se non esistessero altre forme di vita, sarebbe anche l’unica vita possibile nella propria forma naturale. Romantico, visionario, eroico ed altruistico allo stesso tempo. La luce della candela contiene già in sé il fulcro della matrice filosofica umanistica, oltre che trans-umanistica. Ma andiamo avanti.

Punto 2. Ricerca del significato – La spinta interiore del nostro deriva da una “filosofia della curiosità”, come lui stesso la definisce. Musk vuole comprendere la natura dell’universo, cogliere il senso della vita e rispondere a domande fondamentali oltre a quelle che ci sono già note da millenni. Domande che, sottolinea, ancora non sappiamo nemmeno porre. E qui non possiamo che dargli ragione. Cionondimeno, lui è convinto che sarà l’Intelligenza Artificiale a darci queste risposte. Quindi, ancora non è accaduto, ma l’Intelligenza Artificiale batterà l’Uomo 1 a 0,000000n volte. Date voi a n il valore che ritenete opportuno; purché restiamo lontani dall’Intelligenza Artificiale va sempre bene.

Lettera B. Obiettivi chiave: spazio e civiltà multiplanetaria

Punto 1. SpaceX e Marte – L’obiettivo di rendere la vita multiplanetaria – come già evidenziato in precedenza – (quindi guardare alla Luna, a Marte e oltre) serve come “assicurazione” per la coscienza umana in caso di catastrofi sulla Terra. Pertanto, tranquilli, casomai buttasse male nel nostro geoide, le coscienze migliori sapremo già dove metterle.

Punto 2. Rivoluzione dei costi – La vera svolta attesa per quest’anno è la piena riutilizzabilità di Starship, che potrebbe ridurre i costi di accesso allo spazio. E qui la visionarietà è talmente coinvolgente che il Larry della “Roccia Oscura” non vede l’ora di farsi teletrasportare come un novello Capitano Kirk da un punto all’altro delle ubicazioni siderali possibili.

Punto 3. Intelligenza Artificiale nello spazio – Musk prevede che entro 2-3 anni lo spazio sarà il luogo più economico per ospitare i datacenter dell’Intelligenza Artificiale, grazie all’energia solare costante e al raffreddamento naturale. Perché è dal Sole che trarremo tutta la nostra energia. Ora, voi non mi vedete ma sto ammiccando, della serie capisci ammé… E ora continuiamo con i punti chiave.

Lettera C. Intelligenza Artificiale e robotica: l’Era dell’abbondanza

Punto 1. Abbondanza sostenibile – Musk ritiene che l’Intelligenza Artificiale e i robot umanoidi (come Tesla Optimus) porteranno ad un’espansione economica senza precedenti, risolvendo la povertà e fornendo beni e servizi a tutti. (E qui, mentre Musk divulga ottimismo, Fink cambia posizione sulla poltrona neanche gli avessero acceso la fiamma del fornello sotto. Eh, il non-verbale ha sempre un senso ma ce lo diciamo solo tra noi, magari lui non ne ha consapevolezza…)

Punto 2. Robot più numerosi degli umani – Musk prevede un futuro con miliardi di robot che assisteranno gli anziani e svolgeranno compiti domestici, con i primi modelli in vendita al pubblico forse già entro la fine dell’anno prossimo. Non pago, il nostro “concretizzatore” di fantascienza ritiene che tutti ne vorremo uno e che tutti non avremo niente da fare perciò avremo tanto tempo da dedicare a ciò che ci piace perché a lavorare saranno i robot costruiti da altri robot. (Eh, sembra maraviglioso! Eppure, in questo scenario idilliaco, mancherebbe giusto qualche passaggio. Ma sorvoliamo perché è evidente che siamo meno visionari del visionario…)

Punto 3. Evoluzione dell’Intelligenza Artificiale – Ancora, Musk sostiene che l’Intelligenza Artificiale supererà l’intelligenza del singolo essere umano entro l’anno prossimo e quella dell’intera umanità entro il 2030-2031. Qui, invero, dobbiamo dargli atto che sottolinea anche che bisogna stare attenti a non essere travolti da questa singolarità. (Per fortuna, ogni tanto, l’ottimismo tange con il realismo…)

Lettera D. Energia e sostenibilità

Punto 1. Il primato del solare – Per Musk, il sole è la fonte di energia definitiva. Afferma che un’area di soli 160×160 km di pannelli solari basterebbe ad alimentare tutti gli Stati Uniti. E, quasi come un bravo architetto dell’ambiente, precisa che l’ideale sarebbe averli tutti vicini questi km di pannelli solari, ma è probabile che l’idea non piaccia. (Capito Sardegna & Co?) Comunque, considerata la sensibilità dell’osservazione, dobbiamo convenire che oltre che visionario è certamente perspicace.

Punto 2. Il limite dell’energia – Musk individua nell’energia elettrica il vero “collo di bottiglia” per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, poiché la produzione di chip cresce molto più velocemente della rete elettrica. Capito perché ci sarà sempre maggiore bisogno di energie alternative? Ce lo chiederanno i chip. No, non quelli degli uccellini…

Lettera E. Visione sociale e futuro

Punto 1. (Qui solo un punto ma tosto assai!) Invecchiamento – Pur considerandolo un problema risolvibile, Musk esprime cautela sull’immortalità, temendo che una vita troppo lunga porti a una “ossificazione” della società, impedendo il ricambio di idee. (Ma Fink non sembra d’accordo. Vero è che è sempre il non-verbale a darci questa impressione, magari a lui dell’immortalità non gliene cale nulla. Magari…) Comunque, per tornare a quel vocabolo tanto particolare ma che spiega l’immagine della candela accesa e l’obiettivo di mantenerla tale, possiamo certamente dedurne che Musk utilizza il termine “ossificare” proprio per indicare una società improduttiva, sterile ed infeconda. Ovvero una società di esseri umani che conducono vite vane, senza scopo, aride, prosciugate d’ogni lampo che si possa dire realmente umano. In definitiva, tutta la faccenda della filosofia è controversa ma Musk un cuore guidato anche dall’emotività parrebbe farlo affiorare di quando in quando. Auguriamoci che prevalga quello…

Giunti a questo punto, che dire? Quanti i temi affrontati dal nostro simpatico Elon in appena mezz’ora di chiacchierata con Larry! L’Elon che ci esorta a “peccare di ottimismo”, sostenendo che, per migliorare la qualità della vita collettiva, è meglio essere ottimisti e avere torto che pessimisti e avere ragione. (Parole sagge.) Dunque, è per questo che si è dato la missione di trasformare la fantascienza in scienza reale, passando da un’economia basata sulla scarsità a una basata sull’abbondanza tecnologica.

E dopo questa ventata di ottimismo, pronti ad esultare per le bollette rincarate, il carrello della spesa sempre più vuoto e sempre più dispendioso, i campi coltivabili non più coltivabili, i pascoli dipinti solo nei quadri bucolici e le preoccupazioni trasformate in copiosità? Ah, ma perché non siamo nati tutti visionari e non siamo tutti miliardari? Non abbiamo il quid giusto, ecco perché vediamo grigio un futuro iridato; soffriamo di daltonismo totale da morti di fame e proletari.

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