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L’hanno chiamato 𝘗𝘳𝘦𝘴𝘦𝘳𝘷𝘪𝘯𝘨 𝘗𝘦𝘢𝘤𝘦, ma di pace non v’è traccia: siccome i maggiorenti europei pensano che il 1984 di Orwell non fosse un romanzo ma un manuale operativo, ogni buona promessa vuol dire l’esatto opposto: la pace è guerra.
Dietro il linguaggio ipocrita di Bruxelles si nasconde il più grande riarmo della storia europea: 6.800 miliardi entro il 2035, cioè 15.000 euro per ogni cittadino, neonati inclusi. Per una famiglia di 4 persone sono 60.000 euro. Ma tranquilli, li troverete, li troverete: in Grecia hanno appena sdoganato la giornata da 13 ore lavorative, e si sa che la Grecia è un laboratorio per fare poi tutto in scala più grande nel bel mondo dell’Europeismo Reale.
È un piano che non ci difende da nessuno, ma ci dissangua da soli: sta facendo tutto l’Europa. Dopo aver tentato due volte il suicidio in altrettante guerre mondiali, forse questa volta l’Europa europeista ce la farà definitivamente, con i buoni auspici dei suoi gerarchi.
Il premier slovacco Robert Fico lo ha spiegato bene proprio ieri: questi pazzi a Bruxelles parlano solo di guerra (pardon, Peace!), assumono impegni solo sulle armi, mentre qualsiasi altra questione viene riassunta in documenti senza implicazioni operative. In pratica, su tutte le questioni di cui la UE in teoria dovrebbe occuparsi, ormai si scrivono delle supercazzole tradotte dal polacco o dall’estone. Su ciò di cui invece la UE non dovrebbe occuparsi, cioè la guerra e le libertà, stanno già scrivendo in dettaglio l’atto di esproprio della tua casa.
La Medusa Tossica Cotonata guida qualcosa che non somiglia neanche lontanamente a un’istituzione avente una qualche connessione residuale con il bene comune. Ursula è ormai soltanto la capofila visibile di un consorzio di guerra occulto a vocazione dittatoriale.
Attorno a lei, una corte russofoba che ha trasformato la paranoia baltica in religione di Stato.
Si parla di “difesa comune”, ma è una guerra contro noi stessi.
L’Europa ha contratto una malattia che attacca il proprio sistema immunitario: è diventata una sindrome autoimmune. Un corpo che non riconosce più le sue cellule, e le distrugge una a una.
Ogni euro speso in armi è un tessuto sano sacrificato: ospedali, scuole, ricerca, libertà.
È denaro che si muove per annientarsi, come un anticorpo impazzito che scambia il sangue per il virus.
“Se vuoi la pace, prepara la guerra” è la nuova teologia della paura. In realtà, non ci stiamo difendendo da nessuno — ci stiamo invadendo da soli. Con il debito, con la propaganda, con la fede cieca nel culto della forza. I gerarchi nazisti di 90 anni fa hanno lasciato semi infestanti che germogliano in un nuovo contesto autolesionista.
La cosa più preoccupante, ancora prima degli aspetti economici, è che i mentecatti al comando rinunciano alla diplomazia e la sostituiscono con la minaccia.
Sotto la “cupola europea” non cresce più nulla: solo presunti scudi, droni, carri armati, burocrazia nonché tutto uno sbocciare di nuove iniziative e leggi liberticide seguite da zelanti svendipatria lungo tutto il continente, in modo da creare censure di nuovo tipo e manipolare elezioni e media.
Le classi medie si dissolvono, le città invecchiano, le disuguaglianze esplodono.
Ci difendiamo da fantasmi mentre ci consumiamo dentro.
L’Europa non è sotto attacco: è in autolesione.
Dice di essere assediata: ma la triste e agghiacciante verità è che si sta corrodendo da sola, per giunta immolando le classi medie in una paralizzante dipendenza 2.0 dagli USA.
E mentre dice di voler “preservare la pace”, sta curando la febbre della paura con la chemio della guerra.
I sonnambuli che guidano il gioco vogliono sabotare qualsiasi compromesso che risolva la guerra in Ucraina, perché nel loro folle disegno quella guerra deve proseguire letteralmente a ogni costo. Dicono di voler difendere i popoli dalle aggressioni, ma hanno dimostrato la loro totale assenza di credibilità lisciando il pelo ai leader genocidi in Terra Santa, perché “fanno il lavoro sporco” (come dice il cancelliere Blackrock Merz, il lugubre profeta del nuovo/vecchio volto della Germania con l’elmetto). Tutto quel che dicono su democrazia, politica, sicurezza e Russia è falso, osservatelo dai fatti. Siete, siamo in pericolo per ragioni endogene, altro che Putin!
È un passaggio che dovranno capire le masse che hanno scoperto il genocidio dei palestinesi e sono scese in piazza. Hanno sì maturato il senso di pericolo per il degrado estremo per l’umanità rappresentato da quella porzione della “guerra mondiale a pezzi” consumata nel Vicino Oriente, e lì era più facile capirlo, bastava guardare le macerie a perdita d’occhio nell’orizzonte di Gaza. Dovranno tuttavia fare un salto di qualità qui “a casa” per arrivare a sfiduciare e rovesciare politicamente la dittatura europea, che – come tutte le dittature e tutte le mafie – ci promette sicurezza intanto che ci rapina.
Ursula e i suoi tecno-scagnozzi ci indicano il nemico. Un tedesco di ben altra levatura di Ursula, Bertolt Brecht ci aveva però avvisato:
𝐴𝑙 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑟𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒
𝑚𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑎𝑛𝑛𝑜
𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎
𝑚𝑎𝑟𝑐𝑖𝑎 𝑖𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜.
𝐿𝑎 𝑣𝑜𝑐𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎
è 𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑐𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜.
𝐸 𝑐ℎ𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜
è 𝑙𝑢𝑖 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜.
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