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Mentre i cittadini sardi si scontrano ogni giorno con il collasso della sanità e trasporti da terzo mondo, nei palazzi di Cagliari si firmano incarichi fiduciari a cinque e sei zeri per staff, consulenze d’immagine e supporti politici. Un insulto alla Sardegna reale.
C’era una volta la promessa di una rivoluzione per la Sardegna. Una narrazione elettorale basata sul rigore, sulla fine degli sprechi e sulla netta rottura con i “poltronifici” del passato. Eppure, basta sfogliare i registri ufficiali della trasparenza della Regione Autonoma della Sardegna – in particolare l’elenco dei Titolari di collaborazione o consulenza (Art. 15 D.Lgs 33/2013) – per accorgersi che l’unica vera “continuità” rimasta intatta è la pioggia di denaro pubblico destinata agli incarichi fiduciari di alto livello, blindati quasi tutti con scadenza a inizio 2029.
La critica che muoviamo alla Giunta guidata da Alessandra Todde non riguarda la legittimità formale degli atti, ma la loro profonda inopportunità politica ed etica. Con quale coraggio si continuano ad appaltare servizi ed esperti all’esterno a tariffe stratosferiche, quando la macchina amministrativa regionale conta già migliaia di dipendenti pubblici che dovrebbero svolgere esattamente quelle mansioni?

Cosa significa “Modalità acquisizione: di natura discrezionale”?
Prima di addentrarsi nelle cifre, è fondamentale decifrare il linguaggio burocratico. Nel registro regionale, sotto la voce “modalità di acquisizione”, compare sistematicamente la dicitura “di natura discrezionale”. Tradotto dal gergo amministrativo, significa che non c’è stato alcun concorso pubblico, nessuna gara d’appalto e nessuna selezione comparativa trasparente basata su graduatorie.
Si tratta di nomine dirette intuitu personae, ossia basate sul rapporto di stretta fiducia personale e politica tra l’assessore (o la Presidente) e il professionista scelto. Sebbene la legge consenta questo tipo di uffici di staff per supportare gli organi politici, la scelta di chi assumere e quanto pagarlo è lasciata al totale e insindacabile “buon cuore” di chi governa, ovviamente a spese dei contribuenti.
Il club dei 600mila euro: le buste paga mensili dei super-consulenti
I dati pubblicati nell’anagrafe delle consulenze non lasciano spazio a interpretazioni. Se si vuole capire dove finiscono i soldi dei contribuenti, basta guardare i contratti record per gli uffici di staff e i consulenti personali dei vari assessorati e della Presidenza. Altro che “stipendi normali”: dividendo le cifre complessive per la durata dei contratti, emergono compensi mensili che fanno invidia ai top manager privati.
Nel registro della trasparenza spicca un vero e proprio “club dei 600mila euro” per singoli incarichi fiduciari. Ecco la durata dei contratti e a quanto ammonta la loro paga mensile lorda:
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Massimo Pintus (Consulente Assessore Programmazione) e Fabio Usai (Consulente Assessore Industria): contratto di 54 mesi e mezzo (dal 07/08/2024 al 25/02/2029) per un totale di 614.435,00 €. Guadagno mensile lordo: circa 11.274 €.
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Giacomo Porcu (Consulente Assessore Affari Generali): contratto di 55 mesi (dal 18/07/2024 al 25/02/2029) per 614.435,00 €. Guadagno mensile lordo: circa 11.171 €.
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Fabrizio Mureddu (Consulente Staff Tecnico della Presidente): contratto di 55 mesi e mezzo (dal 01/07/2024 al 25/02/2029) per 614.435,00 €. Guadagno mensile lordo: circa 11.070 €.
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Pierluigi Salis (Consulente Assessore Pubblica Istruzione): contratto di 58 mesi (dal 24/04/2024 al 25/02/2029) per un totale di 614.438,00 €. Guadagno mensile lordo: circa 10.593 €.
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Stefano Esu e Nicola Pirina (Esperti/Consulenti Staff Tecnico della Presidente): contratto di 58 mesi (dal 30/04/2024 al 25/02/2029) per circa 607.260 € a testa. Guadagno mensile lordo: circa 10.470 €.
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Andrea Balduzzi (Esperto Staff Tecnico della Presidente): contratto di 58 mesi (dal 29/04/2024 al 25/02/2029) per 607.615,95 €. Guadagno mensile lordo: circa 10.476 €.
Scendendo leggermente di budget, la sostanza non cambia. Professionisti come Stefano Ferreli (58 mesi per 592.930,74 €), Jacopo Gasparetti (contratto più lungo di 63 mesi, fino a luglio 2029, per 592.591,43 €), Diego Corrias (58 mesi per 592.591,41 €) e Davide Golosio (58 mesi per 592.591,41 €) portano a casa una busta paga mensile lorda stabilmente agganciata intorno ai 10.200 € al mese. Anche Roberto Cossu (Enti Locali), con un contratto di 58 mesi da 610.010,42 €, viaggia sui 10.517 € lordi mensili.
L’ipertrofia della comunicazione: quanto costano i giornalisti dello staff
Se i consulenti strategici costano una fortuna, la narrazione e la propaganda politica non sono da meno. Per raccontare l’attività della Giunta, è stata arruolata una vera e propria task force fiduciaria all’interno dell’Ufficio Stampa e Informazione (ai sensi della L.R. 10/2021 art. 17), con contratti che si chiuderanno tutti il 25 febbraio 2029. Ecco lo spacchettamento mensile:
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Massimo Franchi, Maria Giovanna Fossati e Renè Bosu: assunti per 49 mesi e mezzo (dal 07/01/2025 al 25/02/2029) con un importo previsto di 220.445,74 € a testa. Compenso mensile lordo: circa 4.453 €.
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Alessandro Zorco: contratto di 45 mesi (dal 26/05/2025 al 25/02/2029) per 199.866,86 €. Compenso mensile lordo: circa 4.441 €.
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Francesco Cabras, Antonello Aime e Adriano Porqueddu: contratto di 49 mesi e mezzo per 189.002,33 € ciascuno. Compenso mensile lordo: circa 3.818 €.
I Segretari Particolari e gli Addetti di Gabinetto
I vertici delle segreterie ricalcano lo stesso schema a sei zeri. I contratti dei Segretari Particolari degli Assessori durano quasi tutti 58 mesi (fino a febbraio 2029). È il caso di Stefano Piano (Turismo) con un contratto da 366.986,70 € e Mauro Esu (Industria) con 366.775,43 €: per entrambi, la paga mensile lorda è di ben 6.327 € al mese.
Nel frattempo, la sterminata galassia degli Addetti ai Gabinetti dei singoli assessorati (come Michela Mura, Davide Pisano, Mario Marcis, Matteo Castangia) riceve contratti della medesima durata (circa 56-58 mesi) con importi totali che oscillano tra i 177.000 e i 233.000 euro, garantendosi uno stipendio fisso mensile lordo compreso tra i 3.100 € e i 4.000 € al mese.
Una burocrazia parallela a spese dei sardi
La giustificazione della Giunta è sempre la stessa, quasi un riflesso condizionato della burocrazia: “Le consulenze servono a far funzionare meglio gli uffici e a colmare le carenze di organico”.
Una scusa inaccettabile. Se una macchina amministrativa che costa miliardi ai sardi è inefficiente, la soluzione è riformarla ed esigere produttività da chi è già dentro, non creare una struttura parallela di fedelissimi e fiduciari pagati profumatamente (fino a 11.000 euro al mese) per fare il lavoro ordinario.
La Sardegna reale non può più attendere
Mentre i palazzi della politica cagliaritana si circondano di professionisti dell’immagine e consulenti d’oro per blindare il consenso della Presidente e della sua squadra, fuori da via Roma la realtà dei sardi è drammatica. La sanità isolana è al collasso, con liste d’attesa interminabili che costringono i cittadini a curarsi a pagamento o a rinunciare del tutto alle cure; la continuità territoriale è un miraggio e lo spopolamento dei piccoli comuni galoppa nell’indifferenza generale.
La presidente Todde farebbe bene a ricordare che il consenso si misura sulla qualità degli ospedali, sulla puntualità dei trasporti e sul sostegno reale alle imprese locali, non sull’efficacia di uno staff ipertrofico “discrezionale” e su consulenze da oltre undicimila euro al mese. Di questo passo, l’unica cosa che verrà “cambiata” in Sardegna sarà il beneficiario dei contratti pubblici, lasciando il vecchio, intramontabile sistema dei privilegi perfettamente intatto a spese dei cittadini sardi.
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