🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 1’32” con la voce di Remy)
ɪɴᴛᴇʀᴠᴇɴᴛᴏ ᴅɪ ᴘɪɴᴏ ᴄᴀʙʀᴀꜱ ᴀʟ ᴄᴏɴɢʀᴇꜱꜱᴏ ɴᴀᴢɪᴏɴᴀʟᴇ ᴅɪ ᴅꜱᴘ – 𝟥𝟣 ɢᴇɴɴᴀɪᴏ 𝟤𝟢𝟤𝟨.
Il mondo non è che semplicemente “cambia”: è che viene “forzato”.
Il potere si concentra come mai prima, in poche mani, dentro piattaforme, fondi finanziari, apparati tecnologici che decidono cosa possiamo dire, pensare, perfino pagare.
L’Europa ha perso tutto: industria, tecnologia, diplomazia, autonomia.
Non governa più nulla. È diventata uno spazio da saccheggiare.
Chi non è invitato a tavola finisce nel piatto. E oggi i popoli europei sono nel menù.
Ci parlano di riarmo, ma senza sovranità, senza materie prime, senza popoli.
Un riarmo fatto per drenare ricchezza, distruggere classi medie, smantellare welfare, scuola, diritti. Una miniera
a cielo aperto da spolpare in vent’anni.
Intanto avanza il nuovo maccartismo: tabù, censura, intimidazioni. Chi parla di pace, diplomazia, sicurezza comune viene isolato, colpito, silenziato.
È questo il vero autoritarismo del nostro tempo.
A questo non si risponde con le tifoserie né con i micro-dibattiti tossici. Serve organizzazione. Serve conflitto politico. Serve popolo. Serve un partito politico che ponga al centro la sovranità popolare.
Non possiamo più permetterci false partenze.
È una corsa obbligata.














