Home / Politica / “L’Italia come retrovia del massacro: i soldati israeliani vengono a riposarsi da noi”

“L’Italia come retrovia del massacro: i soldati israeliani vengono a riposarsi da noi”

La denuncia dell’ex ambasciatore

«Uccidi e poi rilassati». Così inizia il video dell’ex ambasciatore Bruno Scapini, girato davanti all’hotel Mangias di Santa Teresa di Gallura, in Sardegna, dove alloggerebbero oltre cento soldati israeliani reduci dall’offensiva su Gaza. Le sue parole sono durissime: «Meritano un premio, naturalmente. Stanno portando avanti un progetto di sterminio in disprezzo di ogni senso di umanità per dare la pace ai figli di Abramo. Dopo il bombardamento dell’Unifil sotto comando italiano in Libano, dopo l’atterraggio di un aereo israeliano a Sigonella, oggi il nostro governo consente, in disprezzo di ogni senso di umanità, a chi ha le mani sporche di sangue di venire a rilassarsi in Italia, rendendo il nostro Paese complice di un odioso eccidio. Vergogna, governo italiano, io non ci sto. E tu?».
Un atto d’accusa senza precedenti, che mette a nudo l’ipocrisia di chi a Roma continua a parlare di pace, mentre nella pratica offre ospitalità a chi porta avanti la guerra.

La contraddizione intollerabile

Negli ospedali italiani i medici si prodigano per curare i bambini palestinesi, feriti da bombe e proiettili. Ma nello stesso tempo l’Italia spalanca le porte a chi quelle ferite le ha inflitte. Non si tratta di “turisti qualunque”, ma di soldati in uniforme, reduci da missioni di guerra, ospitati in strutture di lusso in Sardegna o inviati a “decomprimere” nelle Marche tra yoga e mare.

Il silenzio complice delle istituzioni

Dal governo nessuna parola chiara, solo silenzio e complicità. Si parla di “bersagli sensibili” da proteggere: tradotto, l’Italia mette a disposizione risorse e sicurezza per difendere militari stranieri che hanno le mani sporche di sangue. Una beffa per i cittadini italiani, che vedono tagliare i servizi essenziali mentre si garantisce il relax a chi devasta Gaza e lascia migliaia di civili sotto le macerie.

Indignazione civile

Le proteste in Sardegna e nelle Marche lo dimostrano: i cittadini non ci stanno. Movimenti come Lungoni per la Palestina e A Foras hanno denunciato la presenza dei soldati come un insulto alla memoria delle vittime. Non si può continuare a raccontare l’Italia come “amica dei popoli” mentre coccola gli esecutori materiali delle stragi.

Una scelta politica, non neutrale

Accogliere i soldati israeliani non è un gesto neutrale, è una scelta di campo. Significa legittimare chi bombarda, significa rendere complice il nostro Paese di un’operazione di sterminio che calpesta ogni senso di umanità. Non bastano più le scuse e le parole di circostanza: la verità è che il governo italiano sta trasformando il territorio nazionale in retrovia del massacro.

Chiarezza, ora

Scapini lo dice chiaramente: «Vergogna, governo italiano. Io non ci sto. E tu?». La domanda resta sospesa, e riguarda tutti. Possiamo continuare a chiudere gli occhi davanti a questa ipocrisia, o possiamo pretendere risposte:

  • Chi ha autorizzato il soggiorno dei militari israeliani in Sardegna e nelle Marche?
  • Chi paga e chi garantisce la loro sicurezza?
  • Come può l’Italia curare i bambini palestinesi e allo stesso tempo premiare i carnefici?

Fonti

  • Inchiesta de Il Fatto Quotidiano sui soggiorni nelle Marche (veratv.it).
  • Proteste in Sardegna riportate da L’Unione Sarda (unionesarda.it).
  • Video-denuncia di Bruno Scapini (Facebook).

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

EVENTI IN PROGRAMMA

Seguici

logo Nazionale
Visione TV

Categorie

Ultimo video