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Socrate incontra il rito dei Mamuthones

Nell’eco solenne della pietra e del fuoco, Socrate incontra il rito dei Mamuthones

Un uomo si avvicinò ansante all’ombra statica di Socrate, con il cuore in tumulto:

— “Socrate, ho saputo qualcosa sul tuo amico… vuoi sapere cosa?”

Il maestro, con la compostezza di chi conosce il peso della parola, rispose:

— “Aspetta. Prima di parlarmi, lascia che le tue parole attraversino tre filtri sacri.”

L’uomo, sospeso tra speranza e incertezza, esitò:

— “Tre filtri?”

Socrate sorrise dolcemente:

— “Il primo è la verità: sai davvero che quello che vuoi raccontare sia vero?”

— “Non ne sono sicuro,” confessò l’uomo.

— “Il secondo è la gentilezza: ciò che vuoi condividere è almeno qualcosa di buono?”

— “No, anzi… tutt’altro.”

— “E il terzo filtro è la utilità: ciò che hai da dire sarà un beneficio o una lezione?”

— “A dire il vero… no.”

Socrate lo guardò con comprensione profonda:

— “Allora dimmi: se non è vero, né buono, né utile… perché dovrei ascoltarlo?”

Nel cuore pulsante di Mamoiada, le maschere sussurrano un monito simile

Lontano dall’agorà, nella terra antica della Barbagia, il Carnevale di Mamoiada racconta da millenni un intreccio tra il sacro e il profano, tra la brutalità primordiale e la disciplina rituale:

I Mamuthones, con maschere scure scolpite e 30 kg di campanacci legati alle spalle, danzano in silenzio; con passi pesanti e cadenzati, evocano l’istinto primordiale — quello che scaccia le ombre dell’inverno e propizia la rinascita della terra. Sono portatori di una verità ancestrale, fatta di suono e silenzio, forza e mistero.

Gli Issohadores, vestiti con eleganza — corpetto rosso, maschera bianca, soha in mano — accompagnano quelle ombre con leggerezza e gesto benevolo. Con un tocco simbolico, catturano — non per imprigionare, ma per augurare fertilità e protezione. Sono la gentilezza che, con arte, contiene la brutalità, che dà senso e ritmo al rito.

È dalla danza rituale, dall’alternanza tra buio e luce, tra terra che muore e terra che rinasce, che affiora un senso di utilità ancestrale: celebrare, proteggere, partecipare al ciclo della vita con intensità e consapevolezza.

Un dialogo tra due saggezze: Socrate e il rito di Mamoiada….

Verità “Solo ciò di cui sei certo.” Il silenzio cadenzato dei Mamuthones è verità rituale, antica e potente.

Gentilezza “Parla solo cose buone.” Gli Issohadores incarnano gentilezza gestuale, sussurrata tra i passi rituali.

Utilità “Solo ciò che serve.” Il rito serve alla comunità: rinnova, protegge e unisce in spirito e in terra.

Immagina…

I Mamuthones avanzano, carichi di tempo e di mistero. Il suono dei campanacci è come un battito primordiale che ricorda: non basta parlare — le parole devono essere vere, gentili e utili. Soprattutto, non basta ascoltarle: devono portare significato, rinascita, protezione.

Domenico Mele libero pensatore Sardo

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