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Oggi vorremmo proporvi un tema curioso e poco noto ai non appassionati; stiamo parlando delle intelligenze ultraterrestri.
Qualche decennio fa, il giornalista e scrittore John Keel propose una sovrapposizione straordinaria, ovvero che i fenomeni ufologici (oggi anche detti UAP) e quelli paranormali facessero parte dello stesso spettro. A tal proposito, nel suo libro del 1970, UFO: Operazione Cavallo di Troia, Keel coniò il termine “ultraterrestri”.
A differenza della classica ipotesi extraterrestre – secondo cui gli UFO sarebbero navi spaziali provenienti da pianeti lontani anni luce – la teoria degli ultraterrestri suggerisce che le anomalie e le intelligenze non umane siano già qui, sulla Terra, ma nascoste alla nostra normale percezione.
Di più, secondo Keel, queste entità manipolerebbero l’umanità da millenni, cambiando forma a seconda dell’epoca storica per adattarsi alle nostre credenze culturali. Così:
- nel Medioevo si manifestavano come fate, gnomi ed elfi;
- nell’Ottocento come velieri volanti o dirigibili misteriosi;
- nell’era moderna come alieni e navicelle spaziali.
A corredo di questa impostazione, Keel teorizzò l’esistenza del “superspettro”: un’energia cosmica invisibile ai nostri occhi (posizionata oltre lo spettro della luce visibile e delle onde radio) in cui queste intelligenze vivrebbero e da cui precipiterebbero nella nostra realtà fisica solo temporaneamente.
Più o meno nello stesso periodo, l’astronomo e informatico Jacques Vallée arrivò a conclusioni simili. Vallée notò che il comportamento degli UFO non rispondeva alle logiche di una missione scientifica o di esplorazione spaziale ed ipotizzò che queste intelligenze agiscano come un sistema di controllo termostatico sulla cultura e sulla coscienza umana, programmando i nostri miti e le nostre religioni attraverso visioni e incontri ravvicinati. Si tratta, probabilmente, di una delle visioni più sofisticate e filosofiche dell’ufologia moderna. Sviluppata principalmente nei suoi libri Passaporto per Magonia (1969) e Il collegio invisibile (1975), la teoria abbandona l’idea che gli UFO siano visitatori provenienti da altri pianeti e li inquadra come un meccanismo di condizionamento culturale.
Per capire a fondo il pensiero di Vallée, dobbiamo analizzare la metafora che dà il nome alla teoria e i meccanismi psicologici e sociali attraverso cui opera.
Vallée paragona l’azione di queste intelligenze al funzionamento di un termostato in una stanza. Un termostato non ha bisogno di rimanere costantemente acceso per regolare la temperatura; si attiva solo quando l’ambiente diventa troppo freddo o troppo caldo, modificando la situazione per poi spegnersi di nuovo. Allo stesso modo, questo “sistema di controllo” non interferisce costantemente con la vita umana quotidiana. Si manifesta in momenti chiave della storia – attraverso ondate di avvistamenti, miracoli o contatti – per correggere, deviare o stimolare la traiettoria dell’evoluzione culturale e spirituale dell’umanità. In pratica, se la società umana sta prendendo una direzione troppo rigida, materialista o, al contrario, eccessivamente dogmatica, il sistema introduce un elemento di “assurdità” che rompe gli schemi mentali dell’epoca.
In maniera più precisa, la teoria si regge su tre pilastri fondamentali che spiegano come e perché questo sistema agisce su di noi.
- Il mito come strumento di programmazione
Vallée nota che le manifestazioni cambiano forma per adattarsi alle credenze dell’epoca, ma mantengono lo stesso identico impatto psicologico. In passato le persone vedevano angeli, demoni, fate o creature del folklore; oggi vedono visitatori dello spazio.
L’obiettivo di queste apparizioni non è farsi conoscere scientificamente, ma creare un mito. Il mito entra nella cultura, destabilizza le certezze della scienza ufficiale, stimola la filosofia e la religione e, nel corso di generazioni, modifica il modo in cui l’umanità percepisce la realtà.
- Il condizionamento psicologico
Uno degli aspetti che più tormentava gli ufologi classici era il comportamento bizzarro e illogico degli alieni nei racconti dei testimoni (es. entità che raccolgono campioni di terreno per decenni).
Vallée, applicando i concetti della psicologia del comportamento (in particolare il condizionamento a rinforzo intermittente di B.F. Skinner), capisce che l’assurdità è deliberata poiché, se un fenomeno si comporta in modo perfettamente logico, la scienza lo studia, lo cataloga e lo neutralizza intellettualmente. Se, invece, il fenomeno si comporta in modo assurdo, la scienza lo rifiuta, ma il testimone e la cultura popolare ne rimangono profondamente scossi e ossessionati.
Questo shock cognitivo costringe la mente umana ad aprirsi a nuove possibilità, agendo come un software che aggiorna le nostre categorie mentali.
- Un’interfaccia tra due realtà
Per Vallée, le intelligenze dietro al fenomeno non sono necessariamente “creature” nel senso biologico, ma potrebbero essere proiezioni di una realtà multidimensionale, o una forma di coscienza collettiva terrestre. In quest’ottica, l’UFO è l’interfaccia fisica attraverso cui questa intelligenza superiore comunica con la nostra mente tridimensionale.
Da quanto detto, consegue che, secondo Vallée, se guardiamo agli avvistamenti UFO cercando la prova fisica di un’astronave (il classico bullone o pezzo di metallo), stiamo guardando nella direzione sbagliata. Gli effetti del sistema di controllo non sono fisici, ma comportamentali e sociali.
Dunque, nel corso dei millenni, questo termostato culturale ha:
- generato religioni e culti – Molti testi sacri antichi descrivono eventi che oggi catalogheremmo come UAP (ruote di fuoco nel cielo, colonne di fumo, carri celesti);
- smantellato il materialismo – L’esistenza di qualcosa di inafferrabile costringe l’uomo a non adagiarsi su una visione puramente meccanicistica dell’universo;
- preparato l’umanità al futuro – Spingendoci a pensare in termini di “spazio”, “altre dimensioni” e “intelligenze superiori”, il fenomeno ci sta psicologicamente preparando al prossimo stadio evolutivo della nostra specie.
In sintesi, nell’ipotesi di Jacques Vallée l’umanità si trova all’interno di una gigantesca aula scolastica planetaria. Gli ultraterrestri sono gli educatori invisibili e il fenomeno UFO è la lavagna su cui vengono disegnati i simboli necessari a farci crescere, un’epoca alla volta.
Ed, ora, diteci se eravate a conoscenza di questa teoria, se vi affascina e/o cosa non vi convince.















