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Il caso dell’umanoide Stewie che siede al posto finestrino

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 5’10” con la voce di Emma)

Un passeggero stacca un biglietto aereo regolare, supera i controlli e si accomoda al posto finestrino. Fin qui tutto normale, se non fosse che il passeggero in questione è alto poco più di un metro, ha giunti metallici al posto delle articolazioni e risponde al nome di Stewie (o Bebop, a seconda del modello).

È successo davvero sui voli della compagnia americana Southwest Airlines, scatenando un dibattito che viaggia velocemente tra la fantascienza e il vuoto normativo.

Ma come si sono svolti i fatti nel dettaglio?

Alcuni imprenditori del settore della robotica hanno deciso di testare i limiti del sistema dei trasporti e, anziché spedire i propri robot umanoidi nella stiva all’interno di casse di legno – come si fa normalmente con le merci delicate -, hanno acquistato un regolare biglietto passeggeri, facendoli imbarcare in cabina.

I video dei robot seduti compitamente accanto al finestrino sono diventati immediatamente virali su TikTok e sui social. Ma se per i passeggeri è stata un’attrazione (tra selfie e “batti cinque” con i bambini), per l’equipaggio di condotta si è trattato di un vero incubo logistico.

In un primo momento, i controlli si sono concentrati sulla sicurezza fisica, ovvero evitare che il robot ostruisse il corridoio in caso di evacuazione; ma il vero nodo critico è emerso poco dopo: le batterie!

La reazione di Southwest Airlines non si è fatta attendere, così per evitare vuoti normativi e scongiurare pesanti ritardi accumulati al gate, la compagnia ha aggiornato le sue linee guida introducendo una regola chiarissima: bandire ufficialmente tutti i robot umanoidi e quelli dalle sembianze animali dalla cabina di pilotaggio e dall’area passeggeri, indipendentemente dalle loro dimensioni o dallo scopo del viaggio.

La compagnia ha motivato la scelta basandosi su due pilastri:

  1. la sicurezza termica in relazione alle batterie al litio – I robot avanzati, per muoversi, richiedono pacchi batteria al litio molto capienti. Tanti di questi superano i wattora (Wh) massimi consentiti dalla FAA (l’ente dell’aviazione americana) per il trasporto in cabina, rappresentando un potenziale rischio di incendio ad alta quota;
  2. ritardi operativi – Gestire un “passeggero” di metallo richiede accertamenti, controlli manuali e discussioni tra il personale di terra e i proprietari, provocando ritardi significativi sui voli (in un caso specifico, il volo ha accumulato più di un’ora di ritardo prima del decollo).

L’episodio solleva domande profonde che vanno ben oltre la bizzarria della cronaca. Ci troviamo in una terra di nessuno normativa in cui la tecnologia corre più veloce delle regole.

  1. Un robot umanoide spento è, a tutti gli effetti, un blocco di metallo, plastica e fibra di carbonio pesante diverse decine di chili. In caso di forte turbolenza o di atterraggio d’emergenza, un oggetto del genere – se non perfettamente ancorato con sistemi speciali che vadano oltre la semplice cintura di sicurezza per umani – rischia di trasformarsi in un proiettile letale per gli altri passeggeri.
  2. Chi viaggiava con Stewie ha sostenuto che, avendo pagato il biglietto, il robot avesse il diritto di stare lì come un qualsiasi “violoncello” o oggetto fragile voluminoso (per i quali le compagnie vendono regolarmente sedili extra). Tuttavia, un violoncello non ha una batteria attiva all’interno né arti semoventi. Trattare un androide come un bagaglio speciale è una forzatura: il robot non è una persona, ma non è nemmeno un semplice oggetto inerte.

Sebbene i video mostrino reazioni divertite, non tutti i passeggeri potrebbero gradire l’idea di volare per ore bloccati in un sedile centrale tra uno sconosciuto e una macchina antropomorfa lucida e silenziosa. Esiste un fattore di comfort psicologico e di percezione della sicurezza personale che le compagnie aeree devono tutelare.

Ed ora svolgiamo qualche riflessione:

  • l’industria della robotica è oggi in una fase simile a quella dell’automobile negli anni ’20: un settore pionieristico, guidato da acrobazie pubblicitarie ed esperimenti sociali;
  • se, nel breve termine, la scelta di Southwest di blindare i voli appare come l’unica soluzione pragmatica per garantire la sicurezza del volo, nel lungo termine i nodi verranno al pettine;
  • quando i robot umanoidi diventeranno assistenti personali per persone con disabilità, o guide turistiche autonome, o addirittura assistenti di volo, le compagnie aeree non potranno più limitarsi a dire “no”. Sarà necessario ridisegnare gli standard internazionali di aeronavigabilità, creando magari batterie standardizzate e removibili “humanoid-safe” per il volo commerciale.

Ecco, fino ad allora, per i robot il viaggio dovrebbe continuare a svolgersi dove è sempre stato: nel buio della stiva, dentro una cassa di legno ben imballata.

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