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Il discorso di Donald Trump al World Economic Forum di Davos del 21 gennaio 2026 si è concentrato sulla celebrazione dei successi economici del suo primo anno di mandato e sulla presentazione di una visione geopolitica basata su “sicurezza attraverso la forza”.
Di seguito, sintetizziamo i punti principali del suo intervento.
- Successi economici e “miracolo americano”
Trump ha rivendicato una crescita economica esplosiva (prevista al 5,4% nel quarto trimestre) e la sconfitta dell’inflazione, scesa all’1,6% negli ultimi tre mesi. Ha dichiarato, inoltre, di aver attratto impegni per quasi 20.000 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti. Ha, anche, sottolineato la massiccia riduzione della burocrazia, eliminando 129 vecchie regolamentazioni per ogni nuova approvata! Infine, ha celebrato i 52 record storici del mercato azionario, aggiungendo 9.000 miliardi di dollari al valore dei conti pensionistici americani. - Politica energetica e intelligenza artificiale
Su questo punto, Trump ha dichiarato di aver contrastato le politiche del “Green New Deal” (definito una truffa), puntando su petrolio, gas e un forte ritorno al nucleare e di aver promosso l’idea di permettere alle grandi aziende tecnologiche di costruire le proprie centrali elettriche (anche nucleari) per soddisfare l’enorme fabbisogno energetico dell’intelligenza artificiale, settore in cui vuole che l’America domini sulla Cina.
- Geopolitica e sicurezza nazionale
Un punto centrale e controverso del discorso è stata la richiesta di negoziare l’acquisizione della Groenlandia dalla Danimarca per scopi di sicurezza strategica (negoziazione in effetti raggiunta), sottolineando l’importanza del territorio per proteggere il Nord America. Ha ribadito, una volta di più, che gli alleati devono pagare di più (il 5% del PIL) e che gli USA non possono continuare a sussidiare la difesa mondiale senza ottenere nulla in cambio. Sulla questione ucraina si è detto fiducioso di poter mediare un accordo di pace tra Zelensky e Putin, definendo la guerra un “bagno di sangue” che deve finire e ha rivendicato la stabilità in Medio Oriente grazie alla pressione sull’Iran e agli accordi di pace in fase di firma. - Politiche sociali e costo della vita
Il presidente USA ha promesso riduzioni fino al 90% del costo dei farmaci da prescrizione; ha annunciato un ordine esecutivo per impedire ai grandi investitori istituzionali di acquistare case unifamiliari, per preservare il sogno della proprietà per i cittadini e ha confermato l’impegno a rendere l’America la capitale mondiale delle criptovalute per competere con la Cina. - Immigrazione e sicurezza urbana
Il tycoon ha dichiarato il confine statunitense “chiuso e impenetrabile” rispetto al passato e ha descritto interventi drastici per ridurre la criminalità nelle città americane, nonché l’espulsione di immigrati illegali con precedenti penali.
In sintesi, il discorso ha proiettato l’immagine di un’America in forte ripresa che intende rinegoziare i propri rapporti con il mondo (dalla Svizzera alla Danimarca, dalla NATO alla Cina) partendo da una posizione di assoluta dominanza economica e militare. Dunque, l’imperialismo a stelle e strisce è servito in rinnovato grande stile ai banchetti già poco luculliani dell’Occidente che piega la testa. Per il resto del mondo, che non aveva mai pensato di dormire sonni tranquilli, niente di nuovo sotto il sole.














