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Accordo Mercosur: Ewa Zajączkowska-Hernik contro la Commissione Europea

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L’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur (il blocco che comprende Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) è tornato al centro di una violenta polemica politica. Mentre la Commissione Europea spinge per la sua definitiva ratifica, spacciandolo come un’opportunità strategica per aprire nuovi mercati alle imprese europee, le voci di dissenso all’interno delle istituzioni comunitarie si fanno sempre più feroci.

Il motivo principale dietro la ratifica del trattato risiederebbe, ad ascoltare le sbandierate buone intenzioni, nella volontà dell’Unione Europea di creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo. L’obiettivo sarebbe abbattere i dazi doganali, facilitando l’esportazione di prodotti industriali e tecnologici europei (leggi tedeschi) verso il Sudamerica, ottenendo in cambio un accesso privilegiato a materie prime e prodotti agricoli. Tuttavia, è proprio questo scambio a generare le maggiori critiche.

In un recente e infuocato intervento al Parlamento Europeo, la deputata polacca Ewa Zajączkowska-Hernik ha attaccato frontalmente la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sollevando dubbi sulla trasparenza e l’etica dell’accordo che è stato firmato dall’Ursula europea per la sola parte commerciale, come se si potessero scindere accordi di natura commerciale e parternariato. Ecco i punti principali della sua denuncia:

  • minaccia alla salute pubblica – La deputata rivela, infatti, che l’accordo permetterà l’ingresso in Europa di cibo “avvelenato” da sostanze chimiche tossiche e pesticidi vietati nell’UE;
  • tradimento di agricoltori e consumatori – La Commissione è accusata di aver mentito ai cittadini, poiché l’accordo non conterrebbe reali meccanismi di protezione per l’agricoltura locale;
  • violazione dei trattati – Secondo Zajączkowska-Hernik, la procedura di ratifica sta calpestando i trattati europei e i principi dello stato di diritto;
  • interessi oscuri – La deputata ha sollevato una domanda provocatoria: «Chi vi paga per forzare questo accordo?» E, non paga della stilettata, ha citato possibili beneficiari come i grandi latifondisti brasiliani, i produttori di fertilizzanti russi o, paradossalmente, persino i cartelli della droga, ipotizzando che le navi dal Sudamerica potrebbero trasportare non solo cibo tossico ma anche cocaina;
  • incoerenza climatica – Viene evidenziato il paradosso tra le severe restrizioni del “Green Deal” imposte agli agricoltori europei e l’importazione di merci che devono viaggiare per migliaia di chilometri su navi inquinanti.

La parte più succulenta dell’intervento è stata la conclusione con una richiesta drastica: una mozione di sfiducia per rimuovere Ursula von der Leyen. La deputata polacca si è spinta a dichiarare che la Presidente dovrebbe «finire dietro le sbarre» per aver distrutto la produzione alimentare europea a favore di una concorrenza sleale.

Questa accesa invettiva evidenzia un sentimento di profonda ingiustizia e una spaccatura profonda tra la visione global-globalista della Commissione e le preoccupazioni per la sovranità alimentare e la sicurezza sanitaria delle nazioni europee.

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