Home / Politica / Geopolitica / Droni, algoritmi e risparmi dei cittadini: quando la guerra diventa un business

Droni, algoritmi e risparmi dei cittadini: quando la guerra diventa un business

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 1’58” con la voce di Florian)

Il 28 agosto il ministro Crosetto ha nominato Mykhailo Fedorov consigliere per l’innovazione della Difesa. Non è una nomina tecnica. Fedorov porta in Italia il modello della guerra tecnologica: venture capital, appalti veloci, intelligenza artificiale e droni. Un percorso iniziato nel 2014 in un partito libertario e culminato alla guida della macchina bellica di un Paese che spende in armi più di un quarto della propria ricchezza.

Mentre l’Ucraina vive un dramma demografico devastante, l’Europa si adegua: la NATO chiede il 5% del PIL per le armi e Bruxelles studia come mobilitare parte dei diecimila miliardi di risparmi delle famiglie europee e italiane. Volevano europeizzare l’Ucraina, stanno ucrainizzando l’Europa.

Trattare la difesa come un incubatore di startup e attingere ai risparmi privati per la corsa al riarmo richiama la celebre denuncia del generale Smedley Butler nel suo testo del 1935 “War is a Racket” (“La guerra è un racket”):

“La guerra è un racket… È l’unica attività in cui i profitti sono calcolati in dollari e le perdite in vite umane. È condotta per il beneficio di pochissimi, a spese di molti.”

Questo approccio aziendale e mercenario della politica militare non ci rappresenta. Un Ministero che scambia lo Stato per un’impresa svende la sovranità nazionale in nome degli interessi del capitale bellico.

Già nel XVIII secolo, il padre dell’economia moderna Adam Smith avvertiva ne La ricchezza delle nazioni sul pericolo di confondere l’interesse privato con la difesa dello Stato, mettendo in guardia dall’affidarsi a forze ausiliarie o mercenarie:

“Un esercito di mercenari o ausiliari non ha altro interesse né altro motivo di stare in campo che un piccolo stipendio… e questo non li spingerà mai a morire per una causa che non è la loro.”

Affidare la strategia tecnologica della Difesa a figure esterne, provenienti da un Paese in pieno conflitto, non è una modernizzazione neutrale: è la resa della sovranità politica alle logiche di mercato e d’impresa.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *