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Sintetizzo di seguito il comunicato del Gruppo Giuridico Popolare Sardo che trovate integralmente sulla pagina Facebook del Gruppo con il titolo “Einstein Telescope e i rischi di impiego militare”.
Il comunicato analizza il progetto Einstein Telescope (ET) a Sos Enattos (Lula) non solo come infrastruttura scientifica, ma come asset strategico inserito in una cornice di tecnologie dual-use (a doppio uso, civile e militare) e di riarmo europeo.
Ecco il riassunto per punti chiave.
- Convergenza tecnologica e dual-use
Il progetto ET richiede tecnologie di frontiera che coincidono con le necessitĂ del settore Difesa e Sicurezza come:
- infrastrutture sotterranee – Le competenze per scavare e isolare il sito a 100 metri di profonditĂ sono analoghe a quelle per la progettazione di bunker e siti critici;
- sensoristica e ottica – I laser e i sensori di precisione per le onde gravitazionali sono simili a quelli usati per la navigazione inerziale e i sistemi di puntamento;
- supercalcolo – La gestione dell’enorme mole di dati si avvale di infrastrutture (come il davinci-1) usate anche per simulazioni aerospaziali e cybersicurezza.
- Protagonisti industriali e istituzionali
Il coinvolgimento di colossi della difesa e agenzie governative sottolinea il valore strategico dell’opera:
- Leonardo S.p.A. – Capofila per ingegneria, sensori e sicurezza dei dati;
- Thales Alenia Space / Telespazio – Supporto per comunicazioni sicure e tecnologie spaziali;
- ASI e INFN – Enti che gestiscono programmi con forti ricadute sulla sovranitĂ tecnologica e la difesa europea;
- Sardegna Ricerche – Coordina le imprese locali nei settori aerospaziale e della meccanica di precisione.
- Il nuovo paradigma del riarmo europeo
Il progetto si inserisce in un mutamento politico della UE (spinto anche dal conflitto in Ucraina):
- revisione BEI – La Banca Europea per gli Investimenti ha rimosso il vincolo che limitava i fondi al solo mercato civile. Ora è sufficiente un “potenziale” uso civile per finanziare tecnologie militari;
- strategia EDIS – L’integrazione tra fondi civili (PNRR, Horizon Europe) e militari per potenziare la base industriale della difesa europea;
- criteri ESG – Pressione politica per non classificare piĂą l’industria bellica come “socialmente dannosa”, facilitando l’accesso al credito.
- Obiettivi di sovranitĂ tecnologica:
- l’ET funge da incubatore per Key Enabling Technologies (KET) ovvero tecnologie per l’innovazione, riducendo la dipendenza dell’Europa da potenze extra-UE;
- esiste un legame diretto tra la ricerca scientifica di base e programmi di difesa avanzata (es. il caccia di sesta generazione GCAP);
- l’accordo tra Sardegna e Sassonia (2026) rafforza l’asse industriale tra regioni leader nella microelettronica applicata alla difesa.
- Le analisi si basano su:
- Regolamento (UE) 2021/821 – Che disciplina i prodotti a duplice uso (laser, specchi speciali, criogenia);
- Roadmap ESFRI e Bandi PNRR – Documenti ufficiali che citano esplicitamente l’impatto industriale e la sovranitĂ tecnologica.














