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Cagliari e il “giallo dell’acciaio” tra geopolitica e difesa

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’36” con la voce di Emma)

L’avrete certamente giĂ  letto ma cominciamo così: l’acciaio indiano destinato alle industrie belliche di Tel Aviv è stato al centro di un’interrogazione parlamentare che ha scosso quattro Ministeri!

Lo scorso 23 marzo, infatti, la placiditĂ  del Porto Canale di Cagliari è stata interrotta da un’operazione che trascende la normale routine doganale. Undici container di acciaio speciale, prodotti dalla fonderia indiana RL Steel, sono stati sbarcati dalla nave cargo MSC Vega e posti sotto stretta osservazione. La destinazione finale? Il distretto di Ramat Hasharon, in Israele, sede dei principali impianti di produzione di sistemi d’arma dello Stato ebraico.

Il carico che, secondo le polizze di carico, doveva transitare per Gioia Tauro prima di raggiungere il porto di Haifa, è stato bloccato a terra a seguito di una segnalazione documentale promossa dallo European Legal Support Center. Così, mentre la MSC Vega ha ripreso il mare, i container sono rimasti sul molo, in attesa di verifiche tecniche e legali.

La ricostruzione dei fatti si basa su un incrocio di dati tecnici, segnalazioni indipendenti e atti istituzionali:

  • documentazione doganale – Le polizze di carico numero MEDUWP280433 e MEDUWP148382, che identificano mittente (RL Steel), destinatario e tipologia di carico;
  • inchiesta indipendente – Le segnalazioni della giornalista freelance Linda Maggiori, che per prima ha tracciato la rotta della nave e sollevato il caso sulla base di documenti logistici;
  • atti istituzionali – L’interrogazione parlamentare a risposta scritta (n. 4-02543) presentata dai deputati Ascari, Perantoni e Cherchi il 26 marzo, indirizzata ai Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa, delle Infrastrutture e dell’Economia;
  • precedenti logistici – Rapporti sindacali e segnalazioni provenienti dai porti del Pireo (Grecia) e di Gioia Tauro, dove analoghi carichi della RL Steel erano stati oggetto di contestazioni nei mesi precedenti.

Il cuore della vicenda ruota attorno alla Legge 185 del 1990, il pilastro normativo italiano che disciplina l’esportazione, l’importazione e il transito di materiali di armamento. La legge vieta il transito di armi verso Paesi impegnati in conflitti armati.

Tuttavia, il terreno di scontro è la classificazione del materiale:

  • il materiale d’armamento richiede l’autorizzazione dell’UAMA (UnitĂ  per le Autorizzazioni dei Materiali d’Armamento);
  • i beni dual-use (ovvero dal duplice uso) sono prodotti che, pur avendo una natura civile (come l’acciaio per l’edilizia), possono essere riconvertiti per scopi militari (ad esempio, per blindature).

A fronte di ciò, i parlamentari firmatari dell’atto ispettivo hanno chiesto risposte chiare. In particolare, per accertare se l’UAMA abbia rilasciato autorizzazioni e quali siano «le valutazioni politiche dietro la concessione del transito verso una nazione in guerra».

Nel momento in cui redigiamo questo articolo, il carico è ancora in custodia al porto fino a che l’UAMA non rilascerà adeguato lasciapassare o non deciderà di rimandarlo al mittente, la RL Steel appunto.

Per approfondimenti

https://www.unionesarda.it/news-sardegna/cagliari/carico-di-guerra-per-israele-a-cagliari-il-ministero-bloccati-11-container-con-materiale-non-dichiarato-fi21e0ng

 

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