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Le ragioni del mio diario contro la speculazione energetica

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’17” con la voce di Thalita)

Sebbene siano passati più di 700 giorni dal primo giorno in cui iniziai ad annotare i fatti sul mio diario antispeculazione energetica, ancora non tutti sanno per quale motivo iniziai a redigerlo. Così oggi ho deciso di rispondere ai tanti che, a più riprese, mi ripropongono la stessa domanda: «Perché hai iniziato il Diario della Resistenza?»

Premetto che, nonostante il diario cominci con la data del 6 luglio 2024, giorno della Rivolta degli Ulivi a Selargius, ho iniziato a scriverlo fattivamente qualche giorno dopo. Ne ho sentito la necessità innanzitutto per me, perché gli avvenimenti si susseguivano a un ritmo vertiginoso. Proprio questo ritmo sostenuto significava, altresì, che i fatti e i protagonisti andavano documentati e che si stava vivendo un frangente storico unico; uno spartiacque su un torrente che andava guadato prima di potersi dire attraversato. Io stessa, nonostante li abbia vissuti in prima persona, ho fatto fatica a ricostruire i primi giorni. Ciò che mi ha aiutato è stato, tuttavia, divenire fin da subito un’attivista appassionata, potrei dire bulimica di notizie, eventi, svolte, documenti, testimonianze dirette… Il significato di tutto ciò sta nelle poche righe che introducono il Diario della Resistenza I primi 100 giorni. Ve le riporto.

La speranza è come una strada nei campi: non c’è mai stata una strada, ma quando molte persone vi camminano, la strada prende forma.

Yutang Lin

In Sardegna, noi sardi lo sappiamo, si sta consumando l’ennesimo attacco coloniale: questa volta con l’occupazione di mare e terra ad opera di speculatori e faccendieri del falso green.
L’evento di Saccargia prima, la Rivolta degli Ulivi e il presidio del Porto di Oristano poi, sono stati i tre momenti che hanno sensibilizzato l’opinione popolare.
Ho tenuto, e sto tenendo, nota giornalmente di quanto sta succedendo affinchĂ© rimanga traccia del percorso storico della liberazione della Sardegna. PerchĂ© questo è l’obiettivo finale: l’affrancamento da tutte le servitĂą.
Spero che questo diario prenderà il volo e navigherà oltre la Sardegna: perché il messaggio è potente e dovrà essere di incoraggiamento per la lotta ovunque.
Il sentiero è tracciato e diventerĂ  un’autostrada.

Dunque, il mio intento è sempre stato documentale e storico. Quando segneremo il punto su questa lunga brutta faccenda di colonialismo, non dovremo solo guardare avanti ma anche voltarci indietro per mantenere salda la memoria delle orme che è stato necessario imprimere sul nostro cammino di liberazione, di riaffermazione di noi stessi e di dignità.

La storia dell’Isola è costellata da battaglie perdute, popoli prevaricatori e investitori che hanno guardato al territorio sardo come se fosse totalmente spopolato. Raccontiamo, invece, meno di quelle piccole o grandi epopee conclusesi bene che, nondimeno, hanno costruito l’identità del popolo sardo. E questa contro i colossi del colonialismo energetico è una dura battaglia che sono sicura vinceremo. Dovremo farlo o scompariremo. Perciò animo forte e volontà salda; facciamo di tutto per non far calpestare dagli ultimi arrivati questa potente e meravigliosa terra di giganti. E, quando il risultato sarà raggiunto, il diario che sto scrupolosamente redigendo sarà lì disponibile come eredità popolare.

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