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Crosetto il baionetto e il suo incubo peggiore: il PER

Diciamocela! Non è tanto la premier Giorgia Meloni quanto il ministro della Difesa Guido Crosetto a segnare le uniche svolte di questo governo, che per il resto brilla per immobilismo e per una spettacolare incapacità di riforma che accelera il declino italiano dentro la corrente inesorabile del tramonto dell’intera Europa.

Il ministro negli ultimi mesi ha dato due segnali chiarissimi.

Il primo segnale è la nomina dell’ex suo omologo ucraino Fedorov a suo consulente, a servizio degli interessi di quel complesso militare-industriale che vuole che la guerra continui e si approfondisca.

Il secondo segnale è la sua scandalosa intervista alla BBC, dove dice che «𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗰𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮», ossia rivendica il dovere di fottersene altissimamente delle proteste della maggioranza dei cittadini che vogliono finalmente chiudere l’oleodotto di euro pompati su Zelensky e le sue insaziabili idrovore: il suo è un vero e proprio 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝘁𝗮𝗻𝗮𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁à 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲, giustificato dall’eterna scusa indimostrabile che dietro ci sia il Cremlino a sobillare malcontento e proteste.

Meloni dovrebbe dirgli: ora vai e spiegalo a quei trattoristi che non trovano gasolio e se lo trovano lo pagano 2,7 euro al litro, che «ha stato Putin». Dillo in faccia agli studenti e alle famiglie che non trovano alloggi a prezzi umani. Ma Meloni non dice niente, perché si rannicchia benissimo dentro la sua enorme custodia pelata, nascondendo così la sua grave corresponsabilità con il sistema bellico che ha messo il turbo alla crisi energetica e iniziato l’impoverimento vorticoso di grandi masse di cittadini.

Poiché da Tajani non arriva alcun segnale (figuriamoci), mentre i segnali dei leghisti contano ancora meno, la linea del governo viene dettata interamente dal 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗶𝗮𝗿𝗺𝗼 e dai suoi lobbisti sotto la vergognosa protezione di chi – come Crosetto – teorizza il rigetto della vera volontà popolare.

L’opposizione del Campo Largo non è un’alternativa perché non ha indipendenza né volontà né autonomia per sciogliere il nodo del bellicismo atlantista, né il vincolo esterno UE. La sua retorica sulla crisi economica non tocca né toccherà mai le cause e dunque è ugualmente un vicolo cieco.

La combinazione di militarismo, autoritarismo e demolizione delle classi medie e popolari in queste condizioni è destinata ad aggravarsi, visto che siamo in mano a un potere che vuole questa transizione verso il peggio, magari illudendosi che gli vada liscia e che il sacrificio dei popoli si imponga come un fatto compiuto, con la stessa rassegnazione che ha fatto dimezzare la popolazione ucraina in pochi decenni.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮 𝘂𝗻’𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗲 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶?

Con grande dispiacere di Crosetto il Baionetto, dobbiamo realizzare il suo incubo peggiore: il 𝗣𝗘𝗥.

𝗣𝗮𝗰𝗲 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮. Sì, proprio la Russia. Senza balbettare, senza chiedere permesso e senza accettare lezioni di fedeltà atlantica. Non siamo in guerra con la Russia, almeno formalmente. Eppure ci comportiamo sempre più come se lo fossimo: alimentiamo una contrapposizione economica, politica e militare, mentre accusiamo continuamente Mosca di condurre una guerra ibrida contro di noi. Un paradosso che rischia di trasformarsi in una profezia che si autoavvera.

E volere la pace con la Russia non significa essere putiniani, così come volere la pace con gli Stati Uniti non significa essere trumpiani. Significa avere una politica estera, anziché riceverla in dotazione. Significa riconoscere che 𝗹𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 e che la sicurezza del nostro continente non può essere costruita sulla prospettiva di uno scontro permanente con Mosca.

Ma PER significa anche 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗘𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗥𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮. 𝗣𝗿𝗲𝘇𝘇𝗶 𝗘𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗥𝗶𝗯𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶. 𝗣𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗘𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗥𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗶. 𝗣𝗮𝗻𝗲 𝗘𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗥𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼. 𝗣𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗘 𝗥𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗶. 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗘𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗥𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼.

Tutte cose che il Partito del Riarmo considera evidentemente pericolose. Del resto, il loro programma si riassume in un altro PER: 𝗣𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗘 𝗥𝗶𝗮𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲. Paghiamo noi, si armano loro, guadagnano i soliti.

Naturalmente Crosetto il Baionetto leggerà PER e vedrà immediatamente un 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗘𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗼. Oppure una cellula di 𝗣𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗶 𝗘𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗼𝗳𝗶𝗹𝗶. O magari penserà che 𝗣𝘂𝘁𝗶𝗻 È 𝗥𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 di tutto, persino delle bollette, dei trattori senza gasolio e delle famiglie senza casa. Tanto l’accusa è già pronta, prima ancora che qualcuno apra bocca.

E allora togliamogli anche questa soddisfazione: 𝘀ì, 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮. Non perché siamo al servizio di Putin, ma perché non siamo al servizio di chi ha bisogno di una guerra senza fine. Non dobbiamo dimostrare la nostra innocenza a chi considera colpevole perfino la parola pace.

Dunque costruiamo un progetto PER, per travolgerli di firme, di voti, di buon senso, di riscossa popolare, con tutte le forze che non appartengono alla clientela dei pescecani di guerra.

𝗣𝗘𝗥 la pace. 𝗣𝗘𝗥 la democrazia. 𝗣𝗘𝗥 tornare a decidere del nostro futuro.

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