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Bentrovati amici di Lughes, con la nostra troupe abbiamo fatto un viaggio tra la Storia e i Misteri del Castello del Montiferru. C’è un luogo in Sardegna dove il vento sembra non smettere mai di raccontare storie. Immerso tra il verde profondo dei boschi e la roccia basaltica del massiccio del Montiferru, a due passi da Cuglieri, si erge Casteddu Ezzu: il Castello del Montiferru.

Nel nostro ultimo video documentario vi portiamo alla scoperta di questo straordinario “nido d’aquila”, un monumento di pietra e mistero che domina il paesaggio sardo e che ha attraversato secoli di battaglie, intrighi di corte e leggende struggenti.
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Un nido d’aquila nato per difendere un regno
La storia di Casteddu Ezzu ha inizio nel 1186, quando Ittocorre di Gallura, fratello del giudice di Torres, decise di erigere una fortezza su uno sperone di roccia inaccessibile. La sua posizione non era casuale: il castello doveva fare da baluardo difensivo contro le mire espansionistiche del vicino e potente Giudicato di Arborea.
Costruito fondendo insieme basalto, calcare e la roccia viva della montagna, il castello divenne presto uno snodo strategico fondamentale. Con il passare dei decenni e l’avanzata degli Aragonesi, la fortezza passò proprio sotto il controllo degli Arborea, diventando uno dei simboli della disperata e fiera resistenza dei giudici sardi.
Ma cosa accadde quando il castello perse la sua funzione militare?

La “Vedova Nera” di Sardegna e la notte degli intrighi
Nel XV secolo, con l’affermarsi della feudalità spagnola, Casteddu Ezzu perse l’importanza bellica di un tempo. Ma le sue mura non smisero di essere teatro di vicende umane appassionate e oscure.
È proprio qui che nel 1668 si incrocia la storia con il dramma barocco: tra queste pietre trovò rifugio la marchesa Francesca Zatrillas, figura leggendaria definita la “Vedova Nera” di Sardegna. Bellissima, colta e spietata, la marchesa trasformò il castello nel centro dei suoi intrighi di potere.

Quando le cospirazioni legate agli assassinii del marito e del Viceré Camarassa scossero la nobiltà dell’epoca, Francesca fu costretta a una fuga disperata nella notte:
- La corsa cieca tra le ombre della montagna.
- Il rifugio temporaneo presso la chiesa di San Lorenzo.
- La discesa verso la baia di Cala Foghe, dove una nave clandestina la condusse verso Livorno e verso l’oblio.
Da quella notte di veleno e leggenda, il castello del Montiferru venne abbandonato, condannato a un silenzio eterno… o quasi.
Tra le rovine vive ancora il mito: il canto nei sotterranei
Un luogo carico di tanta passione e sofferenza non muore mai davvero. Oltre alla storia ufficiale, Casteddu Ezzu è famoso per le sue suggestive leggende.
C’è chi sostiene che lo spirito inquieto della Marchesa Zatrillas vaghi ancora tra le torri crollate. Ma la storia più struggente racconta di un antico assedio: si narra che una giovane balia si sia nascosta nei sotterranei della fortezza insieme al figlio più piccolo dei signori del castello. Rimasti tragicamente intrappolati nelle viscere della terra, i due non uscirono mai più.
Ancora oggi, quando la notte avvolge il Montiferru e il vento cala d’intensità, i pastori e i viaggiatori giurano di udire un suono dolcissimo provenire dal suolo: la voce di una madre che culla il suo bambino nel cuore della terra.
Custode della memoria di Cuglieri
Oggi Casteddu Ezzu non è semplicemente un cumulo di rovine medievali. È il custode fiero della memoria del territorio di Cuglieri e di tutta la Sardegna. Un luogo dove la natura selvaggia e il passato si fondono in un abbraccio indissolubile.

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