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Dallo stadio alla piazza: vincere lo scudetto della dignità

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La Sardegna sta vivendo la sua ora più buia, ma è proprio nel buio che la forza giovanile deve illuminare il cammino. Non siamo più disposti a essere spettatori del nostro declino.

Lo Stato italiano, con sentenze calate dall’alto, vuole imporci un’invasione di pale eoliche selvagge che non abbiamo chiesto e che non vogliamo. I decisori che non ci interpellano vogliono la nostra energia, ma ci negano i trasporti, il lavoro e il futuro. Adesso basta!

La “foga” che mettiamo negli stadi per il Cagliari, la Torres, la Nuorese o il Mamoiada, Olbia la Tharros, l’Iglesias come tifosi sardi di ogni paese da sud a nord, da est a ovest deve diventare il motore della nostra liberazione civile.

Cari giovani sardi, è ora di lasciare gli spalti e occupare le piazze. Trasformiamo l’orgoglio della maglia nell’orgoglio della nazione. Esponiamo striscioni, in ogni stadio, contro le pale eoliche e per rivendicare il diritto alla nostra terra. Riempiamo le vie di ogni paese. Se sappiamo far tremare le curve, possiamo far tremare chi pensa di svendere la nostra Isola.

​Questo è il progetto più grande: prendere i genitori per mano. Babbo, mamma, fratelli, sorelle e nonne. Nessuno deve restare a casa. I giovani devono essere la forza che solleva gli anziani; i figli devono essere lo scudo che protegge la terra dei padri. Portiamo le nostre famiglie in strada: la loro presenza è la prova che la Sardegna non è un deserto industriale, ma un popolo vivo e unito.

​Non chiediamo elemosina, esigiamo rispetto!

  1. STOP ALL’EOLICO IMPOSTO – La transizione energetica deve essere decisa dai sardi e per i sardi. Diciamo “No” allo scippo del paesaggio.
  2. LAVORO E AGRICOLTURA – Vogliamo che la nostra terra torni a produrre ricchezza per chi la lavora, non per le multinazionali continentali.
  3. TRASPORTI E CONTINUITÀ – Esigiamo il diritto di muoverci liberamente. Senza trasporti non c’è sviluppo, c’è solo isolamento.

Sono talmente convinto di ciò che dico che vi propongo

IL CORO DELLA RIVOLTA (Da gridare insieme)
​(Ritmo di tamburo e battito di mani)
​“Dallo stadio… alla piazza!
Dalla curva… alla strada!
​Prendi il babbo, prendi la mamma,
per la Sardegna… si accende la fiamma!
Nonne e fratelli, tutti per mano,
contro il gigante… che viene da lontano!
​NO ALLE PALE! TERRA AI SARDI!
Sveglia giovani… non è mai tardi!
Vogliamo lavoro, vogliamo i trasporti,
siamo la forza… di vivi e dei morti!
​QUESTO È LO SCUDETTO… CHE DOBBIAMO VINCERE!
SARDEGNA LIBERA! SARDEGNA VIVA!”

Vincere questo “scudetto” significa garantire che la Sardegna non muoia. Significa dire ai nostri figli che non ci siamo arresi. Significa cacciare via gli invasori e riprenderci il comando del nostro destino.

​GIOVANI DI SARDEGNA, ALZATEVI! IL POPOLO HA BISOGNO DI VOI. RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!

Per chi volesse ascoltarlo, propongo di seguito il mio inno musicato.

 

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