๐ง Ascolta lโarticolo โถ๏ธ (durata 5’43” con la voce di Remy)
La giornata del 5 dicembre 2025 รจ da ricordare. Oltre a scorrere nella routine di oltre otto miliardi di esseri umani, ha attraversato tre luoghi del potere che insieme sembrano annunciare unโepoca nuova. Non sono io a esagerare: se ne sono accorti in vari modi persino i trombettieri dei principali media. A Washington, a Nuova Delhi e a Chengdu, il 5 dicembre si รจ potuto misurare come si stanno redistribuendo i pesi del mondo.
Partiamo dallโAmerica. A Washington abbiamo avuto la prova piรน nitida che, in quella che avevo definito ยซguerra civile in seno alle รฉlite occidentaliยป, stanno emergendo i primi vincitori. La nuova Strategia di Sicurezza Nazionale degli USA – pubblicata oggi dallโamministrazione Trump – imprime una svolta radicale destinata a sconvolgere lโOccidente cosรฌ come lo conosciamo. Una svolta che va oltre Trump: il tono e i concetti del vicepresidente Vance, verosimile successore, emergono in ogni paragrafo, soprattutto nel ritratto dellโEuropa. Washington abbandona la retorica della โminaccia russaโ e rifiuta la logica di una NATO in continua espansione. Roba che sta giร seminando il panico in tutti i luoghi che dominano il discorso pubblico europeo. Lโex ispettore statunitense dellโONU in Iraq, Scott Ritter, sottolinea che per decenni la Russia รจ stata presentata come pericolo artificiale, e che questa narrativa ha causato un disastro per lโEuropa e aumentato i rischi di scontro nucleare.
Nel nuovo disegno statunitense, lโEuropa โ nel suo ostinato perseguimento di politiche anti-russe – appare piรน una fonte di instabilitร che un alleato strategico: la protezione americana tradizionale non รจ piรน scontata. A parere di Ritter, questa impostazione rappresenta la fine di unโera unipolare e lโavvio di un ordine globale piรน instabile e multipolare, con un rischio concreto: se lโEuropa continuerร a sfidare Mosca, gli USA potrebbero non intervenire per difenderla. Le classi dirigenti europee stringono tra le mani una costruzione improvvisamente pronta a crollare sotto il peso della loro stessa micidiale miopia e stupiditร , trovando erose le proprie basi materiali e spirituali: politiche, diplomatiche, economiche, militari, culturali.
Cambiamo emisfero, andiamo in India. Qui non รจ Ritter ma Alessandro Volpi a offrirci una chiave di lettura. La calorosa accoglienza riservata a Putin a Nuova Delhi segnala una veritร che lโEuropa continua a rimuovere: il baricentro del sistema internazionale si sta spostando verso le societร piรน popolose e verso i paesi che controllano energia e capacitร militari. Cina, India, Russia e Stati Uniti stanno ridisegnando lโarchitettura globale, mentre Washington – con Trump o con altri – cerca semplicemente di non esserne travolta.
Nel mezzo di questa trasformazione, il vecchio continente compie un vero atto di autodissoluzione strategica. Avrebbe ancora due armi formidabili: una capacitร di risparmio senza eguali e un potere di consumo che potrebbe darle voce nei nuovi equilibri. Ma entrambe queste leve sono state consegnate agli Stati Uniti: il risparmio europeo alimenta la finanza americana, mentre i consumi sostengono monopoli digitali dโoltreoceano.
Questo suicidio non avviene per effetto del destino cinico e baro: รจ la scelta deliberata delle classi dirigenti neoliberali che governano lโEuropa da decenni, incapaci di immaginare unโautonomia reale e rifugiate in un moralismo vacuo che non sposta nulla. Cosรฌ, mentre il mondo si riorganizza, lโEuropa si acconcia a spettatrice del proprio declino.
La conferma la ritrovo nella terza tappa del giro del mondo: Chengdu, in Cina, la megalopoli da 21 milioni di abitanti nel cuore delle nuove vie della seta. Qui il presidente francese Macron, ricevuto con tutti gli onori dal presidente cinese Xi Jinping, ha firmato qualche accordo economico. Visita ricca di simboli ma povera di risultati: dodici intese tecniche, nessuna concessione su Ucraina o commercio. Lโaccoglienza calorosa di Xi evidenzia lo squilibrio di forza. Parigi chiede investimenti e trasferimenti tecnologici allโindustria cinese, segno del divario crescente, mentre la Cina spicca il volo in ogni settore strategico. Ma a Bruxelles il suo uomo di fiducia, Sรฉjournรฉ, prepara norme per ยซridurre la dipendenza da Pechinoยป. La schizofrenia europea conferma il modesto peso negoziale francese (leggi europeo) di fronte alla potenza cinese.
Il momento piรน alto della visita รจ stata la passeggiata al santuario dei panda. Lโavevo visitato nel 2018, quando Chengdu aveva โsoloโ 16 milioni di abitanti e 6 linee della metropolitana: ora ha 16 linee operative, e prevede di averne 36 entro il 2035. Il vero panda a rischio estinzione oggi รจ la manifattura europea.
Quanto allโAlto rappresentante โ pardon: allโAltissimo rappresentante della politica estera dellโUnione europea โ lo sapete, si chiama Kaja Kallas, non viene ricevuta a Washington, non viene ricevuta a Pechino, non tratta con Mosca. In pratica nessuno dei decisori che plasmano il nuovo ordine mondiale ha un minuto da dedicarle. Cosรฌ il continente che fu centro del mondo affida la sua voce globale a unโassoluta nullitร .
Ho nel frattempo visto Giorgia Meloni intervistata da Mentana, che non poteva che parlare di Trump che scarica i leader europei. Di fronte a un mondo che pianta lโEuropa in asso, Meloni mi รจ apparsa come una studentessa costretta ad affrontare lโesame con un poโ di faccia tosta e mestiere, ma travolta da tutte le lacune nella preparazione al cospetto di una commissione dโesame severa. Minuta e tesa come una corda di violoncello, ci ha sibilato che dobbiamo difenderci da soli. Affidando cosรฌ anche noi alla sua custodia, il ministro Crosetto. Andrร bene, secondo voi?
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