Home / Amata Sardegna / Tziu Dominicu si contada / Una sinistra che ha perso tutto. Anche Hamas l’ha superata.

Una sinistra che ha perso tutto. Anche Hamas l’ha superata.

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’27” con la voce di Florian)

È un giorno che dovrebbe far riflettere chi, in Italia, ha fatto della causa palestinese il cuore della propria battaglia politica e morale. Hamas ha accettato un piano di pace. L’Autorità Nazionale Palestinese pure. La comunità internazionale lo sostiene, dal Vaticano alla Turchia, dai Paesi arabi all’Unione Europea. Eppure, in Italia, una parte significativa della sinistra parlamentare e militante ha deciso di opporsi. Di nuovo. Per principio. Per riflesso. Perchè se arriva da Meloni o dagli “altri”, allora non può essere buono.

Ma stavolta è diverso. Stavolta a dire sì alla pace non è il governo italiano. Sono proprio i palestinesi. E questo spiazza, confonde, svela.

In un colpo solo, la sinistra italiana si è trovata isolata. Non solo in Parlamento, ma anche nelle piazze. Ha perso Nuoro, Cagliari, Sassari. Ha perso Roma, Bologna, Genova, Milano. Piazze che, per decenni sono state il cuore pulsante della protesta progressista, oggi sono vuote o, peggio, confuse. Perché non si può sventolare la bandiera palestinese e poi rifiutare il piano che i palestinesi accettano. È una contraddizione che nemmeno i talk show più abili riescono a mascherare.

E così, succede l’impensabile: Hamas appare più moderata di certi opinionisti da salotto. Più aperta al compromesso di alcuni editorialisti che, pur di non riconoscere un punto al governo, sono disposti a chiudere gli occhi sulla realtà.

I Formigli, le Berlinguer, gli Scanzi, i Travaglio, i Montanari… continuano a ripetere che il piano è “niente”, che “non cita la Palestina”, che “non basta”. Ma intanto viene riconosciuto proprio da chi in Palestina vive, soffre e muore. E questo, volenti o nolenti, cambia tutto.

Perfino il cardinale Pizzaballa è stato chiaro: la famosa Flotilla non ha consegnato nulla perché nulla aveva da consegnare. Eppure, in certi ambienti, si continua a raccontare un’altra storia. Una storia ideologica, astratta, incapace di parlare al presente.

Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, Landini — nel tentativo di opporsi al governo Meloni a ogni costo — si sono ritrovati contro tutto e tutti. Contro la posizione del Presidente della Repubblica. Contro la voce del Papa. Contro l’appello delle diplomazie arabe. Contro gli alleati europei. Contro la pace. Contro gli stessi palestinesi.

Ed è qui che si misura il fallimento. Non politico. Ma culturale. Psicologico, quasi.

Una sinistra che ha smarrito la bussola, che non sa più distinguere tra identità e ideologia, tra coerenza e rigidità. Che ha sacrificato la realtà sull’altare del pregiudizio.

E allora sì, oggi si ride — amaramente — e si piange allo stesso tempo. Perché l’Italia ha bisogno di una sinistra forte, credibile, radicata. Non di un’opposizione che dice “no” anche alla pace, se a proporla non è “uno dei nostri”.

Serve una sinistra capace di ascoltare, non solo di urlare. Di cambiare idea, non solo di fare cortei. Di leggere la realtà, non solo di rispondere con gli slogan.

Perchè se oggi perfino Hamas dice sì alla pace, e la sinistra italiana no, non è colpa di Hamas. È un problema vostro cari sinistroidi fascisti.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *