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Terre des Homme e l’inchiesta di Beobachter sui “bambini-cavie”

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 7’33” con la voce di Emma)

Un’inchiesta giornalistica di fine giugno 2026 della rivista Beobachter rivela che tra il 1964 e il 1979 circa 2.000 bambini destinati all’adozione internazionale sarebbero stati messi in quarantena illegale e utilizzati come “cavie” per esperimenti medici e scientifici in ospedali svizzeri.

Secondo i documenti d’archivio emersi dall’indagine, Terre des Hommes – che si dichiara non essere interessata ad adozioni internazionali – dirottava sistematicamente i neonati e i bambini destinati alle famiglie adottive svizzere verso strutture ospedaliere, sottoponendoli a lunghe quarantene.

Secondo le normative dell’epoca, l’isolamento sanitario poteva essere disposto esclusivamente tramite una formale ordinanza del medico cantonale. L’inchiesta dimostra, invece, che le misure venivano decise in totale autonomia dall’ONG stessa, senza alcun fondamento giuridico o autorizzazione legale.

L’attuale dirigenza della Fondazione Terre des Hommes a Losanna ha reagito esprimendo profondo sconcerto e promettendo un’immediata indagine interna sui propri archivi. L’ONG ha tuttavia tenuto a precisare che la responsabilità formale degli esperimenti e dei trattamenti invasivi ricade sulle strutture ospedaliere dell’epoca che li hanno materialmente eseguiti.

Questa inchiesta rappresenta un ulteriore, durissimo colpo al passato delle istituzioni assistenziali svizzere, accelerando il dibattito nazionale sui traumi subìti dai minori e spingendo il Consiglio Federale verso una storica e drastica revisione (nonché al futuro divieto, salvo rare eccezioni) delle pratiche di adozione internazionale nel Paese.

Purtroppo la storia della medicina documenta diversi precedenti in cui bambini particolarmente vulnerabili, privi di tutela familiare (orfani, neonati abbandonati, minori in affido o istituzionalizzati e in attesa di adozione), sono stati utilizzati da ospedali e istituti di ricerca come “cavie” per esperimenti scientifici o clinici, spesso senza alcuna autorizzazione o consenso informato.

Storicamente, le istituzioni per l’infanzia offrivano ai ricercatori un ambiente “ideale” dal punto di vista puramente logistico: un gruppo di soggetti numericamente ampio, concentrato nello stesso luogo, sottoposto alla stessa dieta e, soprattutto, senza genitori pronti a protestare o a fare domande.

Di seguito sono riportati alcuni dei casi storici più noti e documentati a livello internazionale:

  1. Le Mother and Baby Homes e gli orfanotrofi in Irlanda (Anni ’30 – ’70)

Uno degli scandali più vicini al caso di Terre des Hommes (per dinamiche e periodo) è emerso in Irlanda grazie alle indagini della Commission of Investigation into Mother and Baby Homes.

Tra il 1930 e il 1970, migliaia di bambini nati da madri single venivano ospitati in queste strutture cattoliche in attesa di essere dati in adozione (spesso all’estero, ad esempio negli Stati Uniti).

Diversi ospedali e case farmaceutiche (come la Wellcome) utilizzarono centinaia di questi bambini per testare vaccini sperimentali (antidifterite, antipolio, vaccini quadrupli) senza il consenso delle madri. Molti dei file medici di questi minori venivano alterati o secretati prima che partissero per le adozioni internazionali.

  1. Gli esperimenti sui bambini negli orfanotrofi in Australia (1945 – 1970)

Un’ampia indagine del governo australiano (confluita nel rapporto Forgotten Australians) ha svelato una fitta rete di sperimentazioni condotte su neonati e bambini all’interno di istituti e orfanotrofi.

Ricercatori legati a importanti istituti medici (come il Commonwealth Serum Laboratories) utilizzarono i bambini ospitati in strutture come il St Joseph’s Foundling Hospital di Broadmeadows per inoculare vaccini sperimentali contro l’Herpes Simplex o combinazioni di vaccini quadrupli. Molti dei sopravvissuti, ormai adulti, hanno testimoniato di ricordare “file di bambini in attesa di essere iniettati da persone in camice bianco”.

  1. La Fernald State School e la dieta radioattiva (USA, Anni ’40 – ’50)

Negli Stati Uniti, i minori istituzionalizzati o considerati “wards of the State” (sotto la tutela pubblica, inclusi bambini in attesa di affido o adozione) sono stati spesso esposti a ricerche governative.

Presso la Fernald State School nel Massachusetts, una scuola-orfanotrofio per bambini con disabilità intellettive o abbandonati, i ricercatori del MIT e della Harvard Medical School condussero esperimenti sponsorizzati dalla Quaker Oats (marchio produttore di fiocchi d’avena) e dalla Commissione per l’energia atomica. Ai bambini (iscritti a un finto “Science Club” per convincerli a partecipare) veniva somministrato cibo contenente isotopi radioattivi (ferro e calcio radioattivi) per studiare come il corpo umano assorbisse i nutrienti. I genitori o i tutori legali firmarono moduli di consenso ingannevoli in cui si parlava solo di “una dieta speciale”!

  1. Il caso della Willowbrook State School (USA, 1956 – 1970)

Anche se non strettamente focalizzato sull’adozione, questo è il caso di bioetica pediatrica più famoso della storia americana.

Alla Willowbrook State School di New York, un istituto per bambini con disabilità mentali spesso abbandonati dalle famiglie, il dottor Saul Krugman condusse uno studio sull’epatite. Per studiare lo sviluppo della malattia e testare un vaccino, i bambini vennero intenzionalmente infettati con il virus dell’epatite (estratto dalle feci di altri malati). L’autorizzazione veniva estorta ai genitori: l’istituto era sovraffollato e la direzione faceva capire alle famiglie che l’unico modo per garantire un posto al proprio figlio era firmare il consenso alla ricerca medica.

  1. La sperimentazione di farmaci anti-HIV sui bambini in affido a New York (Anni ’80 – ’90)

In tempi più recenti, la vulnerabilità dei bambini senza nucleo familiare è emersa nuovamente durante la crisi dell’AIDS. Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni 2000, centinaia di bambini nati sieropositivi e finiti nel sistema di affido di New York (molti dei quali ospitati all’Incarnation Children’s Center) furono arruolati in trial clinici per farmaci antiretrovirali.

Un’indagine del Vera Institute of Justice accertò che in moltissimi casi i bambini erano stati inseriti nelle sperimentazioni senza che fosse nominato un difensore d’ufficio o un difensore indipendente per i diritti del minore, e senza il dovuto consenso scritto in una percentuale significativa di casi, violando le severe tutele federali previste per i bambini sotto la tutela dello Stato.

Questi precedenti dimostrano che la dinamica emersa nell’inchiesta svizzera su Terre des Hommes – sempre se si potesse confermarla in toto – di isolare i bambini in quarantena o negli ospedali prima che entrino nelle nuove famiglie adottive per condurre esami o test risponde a un preciso e triste pattern storico: l’utilizzo della mancanza di uno scudo familiare per bypassare i rigidi protocolli etici della sperimentazione umana.

 

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