🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’29” con la voce di Emma)
Una sigla automobilistica che non c’è, o meglio, che la burocrazia centrale ha dimenticato di riattivare. È la paradossale vicenda che sta colpendo la provincia del Medio Campidano (con i due capoluoghi Villacidro e Sanluri). Una storia che per molti cittadini e imprenditori locali si è trasformata in una vera e propria beffa economica, tanto da spingere gli amministratori locali a rivolgersi direttamente alle massime cariche dello Stato, incluso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
Per capire come si sia arrivati a questo punto, bisogna fare un passo indietro nel complesso riassetto della geografia amministrativa della Sardegna. La sigla VS (Villacidro-Sanluri) era nata originariamente per identificare i veicoli del Medio Campidano. Dopo la soppressione e il successivo tortuoso percorso di riforma e rinascita degli enti locali nell’isola, la macchina burocratica dei ministeri romani e della Motorizzazione non ha mai riallineato i propri database e codici di immatricolazione con il nuovo assetto stabilito.
Il risultato? Le nuove (o ripristinate) province sarde si trovano in un limbo normativo. Ma se per alcune aree si viaggia a rilento, nel Medio Campidano la situazione è precipitata in un blocco totale delle immatricolazioni per diverse categorie di mezzi.
Dietro l’apparente tecnicismo di una sigla su una targa d’alluminio si nascondono danni economici reali. Negli ultimi mesi, diverse aziende del territorio hanno acquistato mezzi commerciali, camion o furgoni indispensabili per le attività produttive quotidiane, scoprendo solo al momento della registrazione l’impossibilità di procedere.
I concessionari e le agenzie di pratiche auto, infatti, si trovano con le mani legate: i sistemi informatici della Motorizzazione Civile non riconoscono le procedure associate alla circoscrizione di Villacidro-Sanluri, congelando di fatto la possibilità di far circolare legalmente i nuovi veicoli.
I risvolti per il tessuto produttivo sono pesantissimi:
- capitale bloccato – Investimenti da decine di migliaia di euro fermi nei piazzali;
- danni operativi – Impossibilità di evadere commesse, effettuare consegne o rinnovare le flotte aziendali obsolete;
- svantaggio competitivo – Le imprese del Medio Campidano si trovano a competere con condizioni svantaggiose rispetto al resto d’Italia per un puro intoppo dei sistemi ministeriali.
In conseguenza di questo triste quadro, la Provincia ha inviato comunicazioni formali stringenti a Roma, indirizzate a Mattarella e al MIT.
La richiesta non è quella di ricevere sussidi o favori particolari, ma molto più semplicemente il diritto fondamentale a poter operare. Si chiede l’assegnazione immediata e definitiva delle sigle automobilistiche ufficiali per le nuove province sarde e l’aggiornamento dei portali della Motorizzazione e dell’ACI (PRA).
Nel frattempo, in attesa che i nodi della burocrazia romana vengano sciolti, i piazzali delle aziende del Medio Campidano restano pieni di mezzi nuovi di zecca. Veicoli pronti a muovere l’economia dell’isola, ma condannati a restare fermi per colpa di due lettere mai digitate dentro un server ministeriale.















