Home / Amata Sardegna / Tziu Dominicu si contada / Su Ossu: “Il Fosso”… frecce, pietre e lotte di quartiere

Su Ossu: “Il Fosso”… frecce, pietre e lotte di quartiere

Mamoiada, anni ‘60.

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’51” con la voce di Florian)

Il sole ferma il suo respiro sulle case di pietra, la terra ancora calda che profuma di polvere, fichi maturi e vigneti. Io abitavo in Su Ossu, la parte più alta del paese, dove ogni mattina si vedeva il cielo più grande. Io e i miei amici d’allora eravamo bambini vispi, furbi, con le ginocchia segnate dai sassi e i vestiti strappati dalle spine dei rovi e della prunishedda dei muri diroccati.

Tra di noi, c’era Tonino Mele che, con il tiralastico, colpiva i gatti nascosti tra i tetti e le rondini che volavano alte. Erano crimini di guerra.
C’erano Cosomino Baralla e Tonino Odda che fabbricavano frecce dagli stecchi degli ombrelli abbandonati o scarichi perché rotti o perché vecchi; del resto, nel paese non si buttava quasi niente.
C’eravamo noi, i più piccoli, Celestino Honzu, Pietrino Baralla, Severino Ballore, Nanneddu Dente, Domenico Mele, Marieddu Costa. Noi che non avevamo né frecce né tiralastico potente, ma sapevamo lanciare pietre, e lo facevamo bene: dal bordo del tunnel di cemento, costruito dopo l’alluvione del 1951, quello che parte de Sarzine fino a Moddore nella parte bassa del paese. Quel tunnel diventava campo di battaglia: ci accerchiavamo, strategici come piccoli generali, sperando di sorprenderci a vicenda.

La lotta cominciava all’alba. Su Ossu contro il quartiere più basso, oppure Su Ossu contro Moddore.
Freccette sparse, pietre che rimbalzavano contro i muri bianchi delle case. Urla di sfida. E, quando veniva sera, le scorte dei nemici erano decimate, qualcuno piangeva per un ginocchio sbucciato, qualcun altro per una freccia spezzata, qualcuno era con la testa sanguinante.

Tornavo a casa con i segni della battaglia: lividi, graffi, qualche pezza strappata ma con la testa piena di racconti. E mia mamma era lì che aspettava: nel cortile di pietra, coi domani preparati, con la cena pronta. Mi guardava, scuoteva la testa, ma senza rabbia:

«Si ustis arrumbau in domo non ti sutzediada nudda».
Se tu fossi rimasto in casa non ti sarebbe successo niente.

E aveva ragione, come sempre. Ma se fossi rimasto in casa, mi sarei perso alcune cose: il gusto della libertà, l’adrenalina della fuga, le alleanze fatte sotto i portici, la paura che era forte come l’eccitazione.

Una volta, Tonino Odda mi offrì una freccia fatta con legno d’ombrello; fragile ma perfetta per il lancio. Quando la scoccò, un sibilo. Colpì una finestra chiusa a Su’ Hantaru Vetzu, la vecchia fonte del paese, la fontana antica riconosciuta da tutti. Il vetro tremò, un frammento cadde e fece un tintinnio. Fu come un segno: pur nella nostra innocenza, avevamo infranto qualcosa che non si doveva.

Quella notte, mia mamma non disse nulla. Mi lavò il graffio alla gamba con acqua fredda e sale e mi mise a letto. Ma capii che ero vivo, che avevo corso per le strade di Mamoiada, che avevo fatto la guerra con le pietre insieme ai miei amici. E nel buio, pensai che forse quelle lotte servivano a qualcosa, a riconoscere il coraggio, a imparare a cadere e rialzarsi.

Passarono gli anni. Le pietre rimasero dove erano, il tunnel si ricoprì di erba e qualcuno tentò di dimenticare le alleanze infantili. Ma ogni volta che sento il vento cadere sulle tegole, ogni volta che passa un rintocco dalla vecchia campana della chiesa, ricordo che quei giorni ci hanno fatto chi siamo: guerrieri di Su Ossu, armati di frecce fatte con bastoni, di pietre, di risate e qualche lacrima.

E anche se ormai non lancio più pietre, se non sogno più le battaglie tra quartieri, sento che il cuore batte ancora come allora: un po’ selvaggio, un po’ temerario, ma orgoglioso di aver vissuto.

Riflessione finale.

Se quella ragazza di Sassari anziché andare a Gaza con la Flotilla fosse rimasta a casa non avrebbe nulla di cui lamentarsi… come diceva mamma.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

EVENTI IN PROGRAMMA

Seguici

logo Nazionale
Visione TV

Categorie

Ultimo video