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Spartaco deve spezzare le catene

di Alessio Canu

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’29” con la voce di Brian)

…catene che nel futuro legheranno la Sardegna all’Italia coloniale come fornitrice di energia elettrica, ad uso e consumo altrui senza che vi sia alcun ritorno o vantaggio per i Sardi.

Quando veniva paventata questa possibilità nei riguardi del Tyrrhenian Link, un anno e mezzo fa, molti Pratobelli e diversi attivisti presenti nel Selargino venivano presi per visionari e complottisti se non proprio dei folli. Si spiegavano le problematiche sociali ed economiche legate alla speculazione energetica che stava prendendo piede sulla nostra Isola, sottolineando come già l’esproprio di terreni privati per utilità pubblica a favore di altri privati, fosse una follia e come questa impoverisse i territori perché avrebbe eliminato altre potenziali fonti di sfruttamento delle risorse nostrane, rubandole per permettere a multinazionali e a soggetti esterni ed estranei alla Sardegna di arricchirsi di ciò che è dei Sardi. Un furto legalizzato in piena regola.

Non bastava questa tremenda prospettiva. Si spiegava, a piĂą riprese e in vari incontri pubblici, come l’emergere di tanti potenziali impianti non potesse essere fine a se stessa. Necessitava di una rete di trasporto dell’energia, tramite un cavidotto isolano che poi si allacciasse al guinzaglio energetico che giĂ  si stava ponendo nel Sud della Sardegna. Ed ecco che esce fuori il Sardinian Link, per il quale Terna ha pubblicato alcuni giorni fa, sul Corriere della Sera, un annuncio che occupa 40 pagine del quotidiano nazionale, per comunicare un elenco interminabile di espropri per “pubblica utilità”. Con un’estensione che va da un capo all’altro dell’Isola, da Domusnovas a Codrongianus – passando per il Marghine – a Macomer, a Borore, a Sindia. Un elenco di espropri per un totale di 25000 ettari.

Capite come quindi, con la scusa della transizione energetica, si portino avanti obiettivi che poco hanno a che fare con lo spirito della transizione stessa. Niente processi dal basso, solo imposizioni che avvantaggiano tutti meno che le popolazioni autoctone. Per giunta, con l’inazione e la complicità della nostra Regione per svariati motivi:

  • la mancata discussione della Pratobello 24;
  • la reiterata presentazione della Legge 20, con modifiche di contorno atte solo a ripresentarla e a superare le barriere paventate dal ricorso pendente alla Consulta;
  • il fatto che su tanti progetti, anche posti in aree sensibili, la Regione non abbia posto alcuna opposizione nei termini dovuti, facendo presagire che anche in questo caso potrebbe latitare.

E, nel frattempo, continuano gli attacchi silenziosi ma frequenti alla Sardegna. Con il blocco all’attività di pesca negli specchi d’acqua entrati nelle mire delle multinazionali (vedi ENI, per esempio, al largo dell’Isola di San Pietro o davanti al litorale dell’Alta Baronia). Con il silenzio regionale rispetto alla vicenda, con il varo a progetti che però manifestano le loro criticità e i loro limiti (come l’adeguamento della centrale di Fiumesanto, spesso usato come cavallo di Troia da parte dei sostenitori della transizione energetica). Ecco, va tenuta alta l’attenzione sulla vicenda, non fosse altro che c’è in gioco molto del nostro futuro. Senza futuro, non esiste più Terra.

Fonti

https://files.regione.sardegna.it/cmsras/allegati_bandi/2025-10-29-00-04-24-996-Avviso_per_Albo_Pretorio_69007f0e6bacb.pdf

https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/tutti-gli-atti/115026

https://www.cagliaritoday.it/economia/sardinian-link-cosa-e-terna.html

https://www.cagliaritoday.it/economia/sardinian-link-cosa-e-terna.html

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