Sistema malato

di Alessio Canu

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 4’09” con la voce di Remy)

La vicenda Bartolazzi e il terremoto che ne deriva sulla SanitĂ  sarda e su tutto il quadro politico regionale è l’ultima tragedia ad opera della Giunta attuale. Ed è il risultato di una miscela esplosiva caratterizzata da personalitĂ  ingombranti e spesso testarde, ipoteche politiche dei soliti noti sul bene pubblico – in questo caso la SanitĂ  -, e della solita tendenza isolana a fare lottizzazione di ciò che tutto dovrebbe essere meno che terreno di interessi personali. Cose che tengono legata al palo la Sardegna da almeno 30 anni, con tutte le conseguenze derivanti (spopolamento, impoverimento generale, sardicidio ecc.). Ma andiamo con ordine.

Che nella Giunta Todde ci siano acque agitate è il segreto di Pulcinella. Troppi interessi incrociati, troppi padri padroni occulti nella politica sarda, più i fili da burattinaio che provengono da varie vie di Roma ed ecco che assessorati e poltrone sardi diventano un gigantesco Risiko dove, al di là del profilo, conta la fedeltà e il ricollegamento ai vari deus ex machina che da troppo tempo fanno il bello e il cattivo tempo in Sardegna.

Prima, in Agricoltura, la sostituzione di Satta con Agus – dopo brevissimo interregno toddiano -, quindi proprio lui, l’autoproclamato Rombo di Tuono Bartolazzi, che però alla fine ha segnato uno dei mitici autogol di Niccolai. E ne è rimasto impallinato. Delega diretta assunta dalla Todde dopo un’intervista infuocata a L’Unione Sarda. Durante la quale l’assessore dice una serie di cose sacrosante, ma con un colpevole ritardo, che tanto fa pensare alla rosicata. Qualche esempio?

  • Il ballo delle poltrone,
  • l’essere l’unico medico tra 180 persone in Assessorato (l’estremizzazione di come l’elemento amministrativo, alias serbatoio elettorale, strabordi la competenza sanitaria),
  • la possibilitĂ  che si perda per sempre la possibilitĂ  di avere due IRCSS, ovvero Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (e a detta sua questo argomento sarebbe stato discusso tra la Todde e Conte),
  • l’arretratezza di 25 anni del Sistema Sanitario Sardo.

Argomenterei partendo da una base: la risposta data da diverse figure, tra le quali Lucia Chessa, sui social. Di lei condivido ogni singola parola, ma aggiungerei delle domande e delle considerazioni. Se lui veniva “da fuori” e avrebbe dovuto essere l’elemento incorruttibile alla guida di un Assessorato cardine, come mai non ha sollevato la questione della scarsa rappresentanza sanitaria in assessorato? O era meno pericoloso polemizzare con professionisti del territorio o sindaci come negli incontri presso l’Asl Nuoro o l’Arnas Brotzu? Se è vero che ora, senza di lui, la Sardegna non avrĂ  mai un’IRCSS, come mai non disse nulla riguardo le dichiarazioni della Fundoni, che lasciavano presagire un naufragio dell’IRCSS oncologico-pediatrico del Brotzu? E su cosa presumeva che uno non sardo potesse dare risultati migliori (posto che questo implicava del razzismo verso i Sardi).

E ora dico la mia partendo dall’ultima domanda. Di vacanzieri della politica di quarta categoria in Sardegna ne abbiamo avuto a iosa. Con esperienze fallimentari e buchi di bilancio salatissimi. Ricordo che abbiamo avuto un altro Assessore “continentale” che non risolse nulla. Inoltre, questo approccio squalifica la nostra intellighenzia. Squalifica i medici che si sono formati e operano in Sardegna, quelli che si sono formati fuori e operano qua, quelli che vorrebbero rientrare e sapere per quale motivo dovrebbero farlo. E questo indebolisce la nostra SanitĂ , la quale potrĂ  pure aprire nuove strutture pubbliche (quando va bene, altrimenti ci ritroviamo assessori che inaugurano strutture private) ma senza personale e senza un uso sapiente di mezzi e risorse umane, non si va da nessuna parte.

O meglio, si va verso l’indebitamento per le compensazioni che scattano in favore di altre Regioni per le prestazioni sanitarie erogate a cittadini Sardi. Quando anche si curano, perchĂ© qua nessuno dimentica il 17% di Sardi che rinuncia alle cure. Con il conseguente calo dell’aspettativa e della qualitĂ  di vita. Altro che rombi di tuono, altro che tagli del nastro, altro che consulenze pagate come sempre a peso d’oro. Qua bisogna recuperare il diritto a curarsi e a vivere.

Fonti
https://www.facebook.com/share/1RzNEjxttp/

https://www.unionesarda.it/politica/bartolazzi-senza-di-me-la-sanita-restera-indietro-pp2lp2tg
https://www.facebook.com/share/p/1Bz1rhnBm2
https://www.google.com/amp/s/www.ansa.it/amp/sardegna/notizie/2024/10/21/vertenza-medici-del-brotzu-bartolazzi-dia-una-accelerata_e7f02096-d523-4702-b4e9-e21cdfdf6c98.html
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