Da troppo tempo siamo spettatori passivi della svendita del nostro popolo, della nostra terra, della nostra identità.
Sardegna, cuore del Mediterraneo, terra antica e libera, oggi è diventata un bancomat per ricchi stranieri, una pedina nelle mani delle élite mondialiste, una colonia interna dell’Italia e dell’Unione Europea.
L’Europa dell’euro ci ha rubato l’anima. Ci ha imposto regole scritte da tecnocrati a Bruxelles che non hanno mai messo piede in un Nuraghe o camminato tra le nostre campagne. Ci hanno tolto la moneta, la sovranità, e ora ci vogliono togliere anche la voce.
L’ipocrisia dei paladini della pace… con le bombe in mano.
Questa Unione Europea, che si riempie la bocca di parole come “diritti” e “democrazia”, investe miliardi nelle armi. Manda carri armati in Ucraina, arma un conflitto devastante che distrugge popoli in nome di “valori occidentali” che sanno solo di interessi economici e geopolitici.
Noi sardi, invece, vogliamo la pace. Vogliamo che i nostri giovani non siano mandati a morire per guerre che non ci appartengono. Vogliamo che la Sardegna non sia più usata come poligono militare per testare bombe che poi verranno vendute ai peggiori regimi del pianeta.
Il presidente-attore e la geopolitica della menzogna.
Mentre l’Europa finanzia la guerra, il presidente ucraino Zelensky — attore divenuto uomo d’affari — si arricchisce, acquista barche di lusso, terreni in Sardegna, attività nei luoghi più belli del pianeta. È questo il nuovo volto della “resistenza”? Un leader che gira con l’elicottero, mentre il suo popolo vive sotto le bombe?
Intanto, in casa nostra, chi ci dovrebbe difendere — come la premier Giorgia Meloni — firma accordi e inchini davanti agli interessi della NATO, degli USA, dei massoni europei che da decenni vogliono un continente senza popoli, senza identità, senza libertà.
Sardegna libera, Sardegna sovrana.
È ora di dire basta. Noi sardi non siamo in vendita.
Non siamo il campo giochi dei miliardari stranieri, né il poligono sperimentale delle potenze mondiali.
Abbiamo diritto alla nostra indipendenza, alla nostra autodeterminazione, alla nostra moneta, alla nostra lingua, alla nostra terra.
Sognate pure la vostra Europa unita sotto le bandiere arcobaleno e le bombe intelligenti.
Noi scegliamo altro. Noi scegliamo la Sardegna dei nuraghi, della dignità, del popolo che resiste.
Non siamo anti-europei: siamo anti-Europa di questa Europa.
Quella delle banche, dei burocrati, dei padroni occulti.
Siamo per un mondo multipolare, dove ogni popolo possa decidere da sé, senza diktat, senza minacce, senza ricatti.
Un popolo che dorme è un popolo che muore. Sardi, è tempo di sveglia.
Domenico Mele, sovranista, nemico dell’Europa delle banche, delle guerre e delle bugie.














