Home / Amata Sardegna / Tziu Dominicu si contada / ​Riassetto del sistema giudiziario: e se ci facessimo ispirare dalla “Carta de Logu”?

​Riassetto del sistema giudiziario: e se ci facessimo ispirare dalla “Carta de Logu”?

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 4’24” con la voce di Florian)

L’eredità di Eleonora d’Arborea, la Carta de Logu del 1392, può essere interpretata come un appello a un sistema giudiziario che sia non solo legale, ma anche profondamente sociale e garantista. Il moderno riassetto della giustizia che potrebbe derivarne potrebbe concentrarsi su quattro pilastri fondamentali.

1. Tutela rafforzata di donne e minori
​La Carta è stata all’avanguardia nella protezione della donna, riconoscendole diritti e autonomia (ad esempio, in materia di dote e successione), in un’epoca in cui in Europa non era comune.
Proposta di riassetto

Ispirare una riforma del diritto di famiglia e minorile che garantisca procedure giudiziarie più rapide e specializzate per i casi di violenza di genere, domestica e di abuso minorile. Si potrebbe enfatizzare il principio di precauzione sociale per tutelare i soggetti più vulnerabili prima che il danno sia irreversibile.

2. Tutela del “povero e debole”
​La Carta prevedeva una particolare attenzione per i poveros e ischirios (i poveri e i deboli). Questo concetto può essere esteso oggi agli anziani e alle persone non autosufficienti, che possono essere vittime di abusi patrimoniali o di circonvenzione.
Proposta di riassetto

Creazione di sezioni specializzate nei tribunali per i reati contro gli anziani e le persone fragili, garantendo un accesso semplificato alla giustizia e l’uso di curatori speciali che agiscano rapidamente a difesa del loro patrimonio e della loro dignità.

3. Protezione della Proprietà e del Territorio
​Un aspetto celebre della Carta erano le norme severissime (come le multe salate) per chi danneggiava l’agricoltura, la pastorizia o appiccava incendi, di fatto tutelando la proprietà e il bene comune ambientale.
Proposta di riassetto
​Innanzitutto, un’integrazione tra diritto civile e ambientale con l’introduzione di procedure giudiziarie che rendano più celere l’applicazione delle sanzioni per il danneggiamento ambientale e paesaggistico (un bene strettamente connesso alla proprietà terriera).
​in secondo luogo, la giustizia riparativa per la proprietà promuovendo il risarcimento del danno (spesso il doppio del valore nella Carta) come priorità assoluta nei reati contro la proprietà e l’agricoltura, in modo che la giustizia abbia una funzione riparativa diretta per il cittadino.

4. Legge Comprensibile e Accessibile
​Il fatto che la Carta sia stata scritta in sardo volgare era un atto di modernità per garantire che la legge fosse compresa da tutti.
Proposta di riassetto

Riformulare il linguaggio dei provvedimenti legislativi e giudiziari (giustizia amministrativa e tributaria) per renderli più chiari, concisi e accessibili al cittadino comune, realizzando il principio di certezza del diritto già caro a Eleonora d’Arborea.
​In sintesi, la Carta de Logu offre un modello di diritto vicino al cittadino e ai suoi bisogni essenziali. Un riassetto moderno non la copierà, ma ne interpreterà lo spirito per creare una giustizia più specializzata, sensibile e trasparente.

Di seguito vengono riportati alcuni passaggi della Carta de Logu che hanno ispirato i riassetti sopra proposti. Detti passaggi vengono proposti prima nella versione originale in sardo logudorese e poi tradotti in italiano e completati con lo spirito della norma.

Capitulu XXII. De su chi furat armentu, o ateru, o chi li facher danu in pinnettu, o in terra labrativa. Capitolo XXII. Di chi ruba bestiame, o altro, o che faccia danno in pinneto, o in terra coltivata.

Enfasi sulla protezione dell’economia primaria e della proprietà rurale, con sanzioni severe a scopo deterrente e riparativo (spesso il risarcimento era il doppio o più del danno).
Cussu chi furat e lis facher dannu in terra labrativa o in binza, s’hagat torrare su dupplu de su dannu e de sa cosa, e pagat de bannu liras de doxi.

Colui che ruba e che faccia danno in terra coltivata o in vigna, dovrà restituire il doppio del danno e della cosa, e pagherà di ammenda dodici lire.

Capitulu XLII. De femina cojubada maritada chi si fachet violenzia.

Capitolo XLII. Di donna maritata che subisca violenza.

Prevede pene durissime (anche la pena capitale in certi casi) per la violenza, riconoscendo il valore dell’onore e della sicurezza della donna in un contesto sociale e familiare, anticipando tutele moderne.

Si una femina cojubada maritada si fachet violenzia… cussu chi la fachet sia crastau decapidau

Se alcuna donna maritata subisce violenza… colui che la fa sia castrato (decapitato)…

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *