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Recensione del volume di Gianluca Magi “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 5’53” con la voce di Seraphina)

«Solitamente noi consideriamo le parole una descrizione del mondo, ma è più esatto il contrario; il mondo è una descrizione delle parole.»


Joseph Goebbels (1897-1945) fu una figura centrale del regime nazista in Germania, ricoprendo il ruolo di Ministro per l’Educazione Popolare e la Propaganda dal 1933 fino alla sua morte. Il suo obiettivo era creare un controllo totale sull’informazione e modellare la coscienza del popolo tedesco secondo l’ideologia del Partito Nazionalsocialista (NSDAP).

La sua influenza si basò su un uso sistematico e spregiudicato dei media allora disponibili (radio, cinema, stampa, manifestazioni) per diffondere propaganda, demonizzare i nemici e ottenere il consenso di massa.

Gianluca Magi nel suo libro Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, ha analizzato i metodi di Goebbels, estrapolandoli dai suoi stessi diari e facendo precedere la trattazione sistematica delle tecniche dalla biografia/carriera del “diavolo zoppo” (il Ministro rimase zoppo giovanissimo per un infortunio). Queste tattiche, sapientemente fondate sull’assunto che una menzogna ripetuta all’infinito diventa verità e storicamente legate al nazismo, vengono spesso citate come esempi di manipolazione dell’opinione pubblica applicabili anche in contesti contemporanei.
Di seguito, per incuriosirvi e stimolarvi, vi propongo un elenco sintetizzato delle tecniche individuate da Magi che è importantissimo leggere nella trattazione preziosa ed efficace che ne fa l’autore, anche per trarre spunti importanti per leggere il presente:

  • semplificazione e nemico unico. In questo caso, si opera riducendo problemi complessi a una singola causa incontrovertibile, il “nemico” appunto, e facendo sì che egli sia il responsabile di ogni male;
  • un’animità. Ovvero far credere che tutti la pensino allo stesso modo (il noto “pensiero unico”), spingendo al conformismo per il desiderio di appartenenza al gruppo, ovvero per non sentirsi esclusi;
  • volgarizzazione. In pratica, adattare il messaggio da propagandare a un livello intellettuale basso, così che la massa ne sia facilmente avvinta. Nelle parole di Magi: «Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare»;
  • orchestrazione. In sostanza, la ripetizione dello stesso messaggio su tutti i canali mediatici. «Uniformi nei principi e multiformi nelle sfumature», sintetizza Magi;
  • continuo rinnovamento. Di fatto, presentare il fulcro del messaggio da propagandare in forme sempre nuove e talmente veloci da impedire all’avversario di potersi difendere in tempo utile;
  • contagio psichico. Questa tecnica è frequentissima; si tratta di accostare il nemico designato a idee o eventi negativi, creando un’associazione generalizzata con tutto ciò che crea fastidio, ribrezzo, allontanamento e repulsione;
  • trasposizione e contropropaganda. Questa pratica sembra presa pari pari da un meccanismo di difesa dissociativo: attribuire i propri difetti, colpe e intenzioni all’avversario;
  • esagerazione calcolata/travisamento. Molto semplicemente, ingrandire o distorcere qualsiasi fatto, anche infinitesimo, con l’intento di farlo apparire grave;
  • silenziamento. Ignorare, censurare o non menzionare quanto potrebbe favorire l’avversario;
  • verosimiglianza. Diffondere argomenti fittizi, i cosiddetti “palloni sonda” per screditare l’avversario, facendoli passare per basati su fonti attendibili;
  • trasfusione. Trasferire sul nemico argomenti fondati su pregiudizi tradizionali, così che s’inneschino nei suoi confronti atteggiamenti istintuali.

Terminato l’elenco, possiamo certamente ricordare che l’eredità di Goebbels è intrinsecamente legata agli orrori del Terzo Reich e nella parte “diaristica” Magi ci fa conoscere un personaggio ben consapevole del modello di dominio che oggi possiamo decifrare in maniera chiara, ovvero quello che «integra potere finanziario, potere mediatico e potere culturale».

Il lavoro svolto dall’autore è immenso: ha analizzato 30000 pagine di diari e la vasta produzione pubblicistica di Goebbels per poi confrontarsi con numerose altre fonti. Il testo che emerge da tanta puntigliosa analisi è denso di informazioni, riflessioni e adattamenti al nostro periodo storico. Il risultato è «un manuale di difesa psicologica personale e collettiva, di resistenza attiva al processo di nazificazione e strumentalizzazione capillare degli apparati mediatici aiutati dalle nuove tecnologie, dalla narcotizzazione delle menti che riducono l’essere umano a pezza d’appoggio per mandarlo in rovina facendogli amare la propria sudditanza. […] L’analisi di tale azione potrà suggerire molte strategie individuali e collettive per tenere sotto controllo la realtà e salvarsi dalla Trinità del Potere: il Male, la Stupidità e la Menzogna.» Questo perché l’abilità del “diavolo zoppo” non risiedeva tanto nell’inventare nuove idee, quanto nell’applicare con determinazione principi di psicologia sociale e comunicazione di massa con intenti manipolativi.

La rilettura delle sue tattiche, in definitiva, serve come un monito storico: la tecnologia e il contesto cambiano (dalla radio ai social media), ma le leve emotive e cognitive utilizzate per manipolare le folle rimangono sorprendentemente simili. La loro analisi è fondamentale per sviluppare una consapevolezza critica nei confronti dell’informazione che consumiamo quotidianamente.

Titolo: Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura

Autore: Gianluca Magi

Anno di pubblicazione: 2021

Editore: Piano B

Prezzo: 15,00€

Acquistabile in libreria e negli store online.

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