Quo vadis Sardinna

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 1’31” con la voce di Thalita)

Nel pomeriggio di domenica ero a Genoni e ho assistito alla proiezione del docufilm Quo vadis Sardinna del regista Antoni Conzu. Il documentario è sinteticamente definibile come un pugno allo stomaco. E non sto esagerando; alla fine, mi veniva da piangere.

La proiezione mi ha talmente assorbito che non ho nemmeno sentito il freddo, sebbene la sala fosse decisamente una ghiacciaia. È stato davvero commovente vedere tanti compagni di lotta narrarsi.

L’opera di Conzu è una sequenza di interviste intervallata da immagini e musica che dura quanto un film: un’ora e venti minuti!

La cosa notevole è, però, che il regista ha toccato TUTTI gli attacchi al territorio e all’identità che stanno investendo la terra sarda. Non solo la speculazione energetica, dunque, ma anche il colonialismo industriale e militare e la minaccia delle scorie nucleari.

Come sapete, non sono nata in Sardegna, ma sento di appartenere profondamente a questa terra nella quale oramai sono radicata da anni e ritengo sia un DOVERE difenderla. Un DOVERE che mi attraversa il cuore e mi sferza l’anima.

Consiglio a tutti la visione del lavoro di Antoni Conzu per sviluppare una consapevolezza a tutto tondo di ciò che sta accadendo in Sardegna e al popolo sardo. E se dopo la visione chi tra voi ancora non è attivo in alcun comitato non ne sentirà la spinta incontenibile o, comunque, non sentirà urgente il bisogno di opporsi alle speculazioni immagino che sia tra quei pochi che hanno partecipato alla II edizione del Forum Energia tenutasi a Cagliari lunedì.

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