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Perché Francesco Toscano ha ragione

«Il governo Meloni si accorge adesso che Netanyahu è un volgare genocida… continua a bombardare anche i nostri militari che sono in missione in Libano… Bisogna dire chiaramente che chi bombarda i nostri militari in Libano non può essere amico dell’Italia». — Francesco Toscano presidente di Democrazia Sovrana Popolare

Non è allarmismo: i fatti sul campo

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli episodi in cui fuoco israeliano ha colpito o sfiorato assetti della missione ONU in Libano (UNIFIL), dove opera anche il contingente italiano. Il 2 settembre 2025 droni israeliani hanno sganciato quattro granate stordenti a 20–100 metri da peacekeeper UNIFIL impegnati a liberare la strada vicino a Marwahin. La stessa UNIFIL ha definito l’episodio «tra i più gravi» dalla tregua di novembre, precisando che l’IDF era stato preavvisato dell’operazione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di «atto deliberato», «incomprensibile e inaccettabile»; Parigi ha condannato ufficialmente. Anche l’IDF, pur negando l’intenzionalità, ha ammesso l’uso di ordigni nell’area. Questi non sono dettagli: significano rischio concreto per i nostri uomini. (UNIFIL, ANSA.it, diplomatie.gouv.fr)

Non è un caso isolato. Il 14 maggio 2025 UNIFIL ha denunciato colpi diretti dell’esercito israeliano sul perimetro di un proprio avamposto nel Sud del Libano; già nell’ottobre 2024 due caschi blu erano rimasti feriti per un attacco israeliano vicino a una torre d’osservazione. L’Italia mantiene circa mille militari nel dispositivo, più volte costretto a sospendere attività per sicurezza. Tutto questo rende pienamente fondata la denuncia di Toscano: gli episodi sono ripetuti e documentati. (Reuters)

Il dovere verso i nostri soldati

Quando l’alleato colpisce — anche “solo” a pochi metri — un’area dove operano i nostri militari preavvisati e sotto bandiera ONU, la risposta non può limitarsi a note verbali. È dovere del governo:

  • pretendere un’indagine indipendente con responsabilità chiare e misure correttive immediatamente verificabili;
  • ottenere garanzie operative su deconfliction e no-strike lists lungo la Blue Line;
  • subordinare ogni cooperazione militare alla sicurezza effettiva del nostro contingente.

Crosetto stesso ha riconosciuto la gravità del fatto; prenderlo sul serio significa alzare l’asticella delle pretese italiane a tutela dei nostri uomini. (ANSA.it)

“Genocidio”: non solo una parola d’accusa

Toscano usa termini durissimi verso Netanyahu. Al netto delle valutazioni politiche, sul piano giuridico internazionale c’è un dato, l’ordinanza della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) del 26 gennaio 2024 nella causa “Sudafrica contro Israele”. L’ICJ ha considerato plausibile che alcune azioni israeliane possano rientrare nella Convenzione sul Genocidio, e ha ordinato misure preventive: sospendere atti che potrebbero includere omicidi, gravi danneggiamenti fisici o mentali, oppure il creare condizioni di vita tese alla distruzione di un gruppo. L’ordine impone a Israele di rendere conto delle misure adottate per evitare tali violazioni. Non è una condanna definitiva, ma è un pronunciamento senza precedenti che rafforza la linea di chi chiede un cambio di rotta nelle relazioni con il governo israeliano. (Corte Internazionale di Giustizia, Default, Amnesty International)

Quindi un tribunale internazionale ha riconosciuto che il rischio di genocidio è plausibile, imponendo a Israele obblighi legali. A questo si aggiungono cifre terribili: oltre 59 000 morti, molti tra donne e bambini, con stime realisticamente più alte.

Le cifre ufficiali parlano chiaramente dell’enormità della tragedia umanitaria:

  • Secondo il Ministero della Salute di Gaza, tra il 7 ottobre 2023 e il 23 luglio 2025 sono stati uccisi almeno 59 219 palestinesi e ne sono rimasti feriti 143 045. Tra le vittime, circa il 31% erano bambini, e il 16% donne. OCHA Territorio Palestinese Occupato
  • Solo negli ultimi mesi – tra il 9 e il 16 luglio 2025 – si sono registrati 648 morti e 2 198 feriti. Nazioni Unite
  • Dai primi aggiornamenti dell’agosto 2025, il totale dei morti supera già 61 158. Statista+1

Ma anche questi numeri sono probabilmente un sottostima: uno studio pubblicato su The Lancet rileva che il bilancio dei morti per trauma tra ottobre 2023 e giugno 2024 sarebbe almeno il 41% più alto rispetto ai dati ufficiali — suggerendo che i veri decessi potrebbero superare i 70 000. OCHA Territorio Palestinese OccupatoThe Guardian

L’ambiguità italiana sulle armi

Il governo ha ripetuto di aver bloccato nuovi contratti con Israele dopo il 7 ottobre 2023. È vero che Meloni e Tajani lo hanno rivendicato più volte; tuttavia, a marzo 2024 la Difesa ha ammesso in Parlamento la consegna di forniture pregresse, seppure — sostiene — non impiegabili a Gaza. Insomma: messaggi pubblici molto severi, ma fili aperti nella pratica. È esattamente l’ambiguità che Toscano accusa e che va sanata con trasparenza. (ANSA.it, Reuters)

La linea coerente che serve all’Italia

Sostenere le parole di Toscano significa chiedere al governo una dottrina di protezione degli italiani in missione e una politica estera coerente con il diritto internazionale:

  1. Sicurezza prima di tutto: stop a operazioni UNIFIL in aree dove l’IDF non garantisce per iscritto “no-strike procedures” e corridoi sicuri.
  2. Trasparenza sugli scambi militari: pubblicare trimestralmente i dati (anche sui trasferimenti indiretti) e vincolarli al rispetto delle misure ICJ.
  3. Pressione diplomatica: richiamo dell’ambasciatore per consultazioni in caso di nuove violazioni e richiesta di scuse formali e risarcimenti quando UNIFIL è messa in pericolo.
  4. Tutela giuridica: sostegno a inchieste ONU e a meccanismi di accountability per tutti gli attori che colpiscono peacekeeper e civili.

Finché i nostri soldati vengono messi a rischio da azioni israeliane che la stessa UNIFIL e il nostro ministro definiscono gravissime, non c’è «amicizia strategica» che tenga: la priorità è la vita degli italiani in uniforme e il rispetto delle regole internazionali. Su questo punto, Toscano ha ragione a pretendere chiarezza e fermezza.

Il video di Francesco Toscano

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