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Oggi inauguriamo una nuova rubrica: filosofi famosi al tempo della speculazione energetica

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 2’35” con la voce di Thalita)

Cominciamo con Socrate, il filosofo ateniese noto per il suo spirito critico e la sua incessante ricerca della verità, che si troverebbe sicuramente a suo agio nel ruolo di attivista contro la speculazione energetica.

Immaginiamolo nelle piazze, non più dell’antica Atene, ma delle moderne città sarde, circondato da manifestanti e determinato a smascherare l’ipocrisia della transizione ecologica.

Socrate non si limiterebbe a protestare, ma utilizzerebbe il suo metodo dialettico per stimolare il pensiero critico e la consapevolezza. Con il suo tipico stile provocatorio, porrebbe domande scomode ai politici, agli industriali e ai cittadini comuni, sfidando le loro certezze e smontando le loro argomentazioni.

Quasi me lo vedo il nostro, con quei suoi lineamenti decisi e le labbra carnose, porre domande così pruriginose da rendere necessaria anche una forma minima e rudimentale di maieutica:

«È davvero ecologica una transizione energetica guidata dal capitalismo consumista?» Oppure, «Non sarà che stiamo sacrificando la salute del nostro pianeta sull’altare del profitto?» o, ancora, «Che cos’è che acceca i vostri sguardi, solo l’interesse economico o anche la brama di distruzione di territori che tutti per voi non potreste avere, allora meglio mandarli in malora?» e, perché no, «Sono così comode le sedute che reggono le vostre terga, oh gente, da non suscitarvi il desiderio di alzarvi in piedi e fare muro contro i moderni assalitori dell’identità di un popolo?»

Ecco, io sono proprio sicura, che, con il suo pungente sarcasmo, Socrate metterebbe in ridicolo le promesse vuote e le false soluzioni proposte dai sostenitori della speculazione energetica e inviterebbe i cittadini a non accettare passivamente le narrazioni dominanti, ma a interrogarsi, a informarsi e a formarsi un’opinione autonoma.

Sarebbe un personaggio insolito anche nell’era digitale: eccentrico e fuori dagli schemi. Non si lascerebbe sedurre dalle sirene dei social media, piuttosto li utilizzerebbe come strumento per diffondere il suo messaggio e stimolare il dibattito pubblico. Con il suo stile inconfondibile, provocherebbe shitstorm e polemiche, ma allo stesso tempo ispirerebbe un nuovo modo di pensare e di agire; che è poi quello che ci ha insegnato e che ci dimentichiamo costantemente di mettere in pratica, perché non è agevole ed immediato, richiede impegno, analisi, capacità critica e pazienza, tanta pazienza.

In conclusione, Socrate sarebbe un attivista scomodo, imprevedibile e irresistibile, capace di scuotere le coscienze e di risvegliare il senso critico dei cittadini. Ad avercene, oggi, di Socrate…

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