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María Corina Machado non ha vinto un premio per la pace: ha vinto il Nobel per la fedeltà alla CIA. Educata negli USA, formata a Yale nel vivaio dei futuri leader filo-occidentali, finanziata dal NED e ricevuta da Bush alla Casa Bianca, la “Iron Lady” venezuelana è da vent’anni il più servile maggiordomo di Washington in Sudamerica. Ha invocato sanzioni, golpe e “coalizioni internazionali di forza” contro il suo stesso paese, stretto un patto col Likud e chiesto apertamente che gli USA “liberassero” il Venezuela (come i suoi cloni in Georgia, Ucraina, Moldavia e altri luoghi, la guerra civile è un’opzione che abbraccia in totale sintonia con i danti causa forestieri). La sua idea di pace coincide con la “Pax Americana”: privatizzazioni, sottomissione e obbedienza agli interessi stranieri. Premiarla significa consacrare il Nobel come un marchio di guerra umanitaria, assegnato a chi serve l’impero. Del resto, quel premio non è mai stato universale: è la reliquia di un’Europa atlantista, di un comitato norvegese che rispecchia la politica della NATO. Un fossile lucido di un’epoca tramontata.
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