🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 5’30” con la voce di Emma)
Immaginate di entrare in una stanza completamente vuota, non avete in tasca uno smartphone, non indossate uno smartwatch, né alcun tipo di tag identificativo, le luci sono spente e non ci sono telecamere visibili; eppure, un sistema informatico sa esattamente chi siete, quanto siete alti, come vi muovete e persino qual è il vostro ritmo respiratorio.
Non è uno scenario di fantascienza distopica, ma la realtĂ tecnologica resa possibile dal Wi-Fi Sensing (o monitoraggio Wi-Fi), un’evoluzione radicale della tecnologia wireless che sta trasformando i comuni router domestici e aziendali in avanzatissimi sistemi di sorveglianza biometrica passiva.
Ma come è possibile tutto ciò?
I tradizionali sistemi di localizzazione Wi-Fi si basano sul rilevamento dei dispositivi (attraverso l’indirizzo MAC di uno smartphone, ad esempio); invece il Wi-Fi Sensing funziona in modo diametralmente opposto: analizza come i corpi fisici alterano l’ambiente elettromagnetico. PiĂą nel dettaglio, i moderni router utilizzano una tecnologia chiamata CSI o Channel State Information: Â quando i segnali Wi-Fi viaggiano da un trasmettitore a un ricevitore, rimbalzano sulle pareti, sui mobili e sulle persone presenti nello spazio. Un corpo umano, composto in gran parte d’acqua, attenua, riflette e disperde queste onde radio in modo unico.
L’identificazione individuale avviene attraverso due macro-categorie di dati elaborati da algoritmi di Intelligenza Artificiale:
- il pattern della camminata – La struttura scheletrica di ogni individuo, la massa corporea, la lunghezza del passo e l’oscillazione delle braccia creano micro-alterazioni ed effetti micro-doppler unici nel segnale Wi-Fi. Sistemi sperimentali come WiFi-ID o WhoFi riescono a creare una vera e propria “impronta digitale della camminata;
- i parametri vitali come respirazione e battito – Anche quando una persona è completamente immobile, il minuscolo movimento del torace dovuto alla respirazione modifica la fase e l’ampiezza delle onde Wi-Fi. Modelli recenti basati sul deep learning riescono a isolare la frequenza respiratoria e cardiaca attraverso le pareti, usandole come marker
Ed ora svolgiamo qualche riflessione partendo da un’osservazione ovvia: come ogni tecnologia dirompente, il Wi-Fi Sensing presenta un dualismo profondo tra utilità sociale e rischi sistemici.
Vediamo il lato che potremmo considerare positivo.
Nelle applicazioni assistenziali (cosiddette e-health), questa tecnologia è rivoluzionaria. Permette di monitorare anziani o malati nelle loro case senza costringerli a indossare dispositivi scomodi (spesso dimenticati) e senza violare la loro intimitĂ con telecamere in ambienti privati come il bagno o la camera da letto. Può rilevare una caduta istantaneamente o segnalare un’apnea notturna.
E, adesso, vediamo il lato oscuro e decisamente inquietante.
Il problema fondamentale risiede nelle caratteristiche intrinseche di questo monitoraggio:
1. InvisibilitĂ totale – Non c’è un obiettivo fotografico da coprire o da evitare poichĂ© i segnali Wi-Fi attraversano cartongesso, legno e vestiti; la sorveglianza, dunque, avviene nel buio completo e oltre le pareti.
2. Assenza di consenso attivo – Per essere tracciati da una telecamera a riconoscimento facciale dobbiamo transitare nel suo campo visivo ma, per essere tracciati dal Wi-Fi di un centro commerciale o di un ufficio pubblico, basta semplicemente “esistere” all’interno del raggio di frequenza dell’antenna.
Di qui deriva il delicato problema geopolitico e normativo della sorveglianza: se un router commerciale da poche decine di euro, opportunamente programmato, può identificare una persona dalla respirazione, quale potenziale si apre per governi autoritari o corporation commerciali?
I negozi potrebbero tracciare l’identitĂ e il percorso esatto di ogni cliente, analizzando i tempi di sosta davanti agli scaffali, persino deducendo lo stato emotivo attraverso l’alterazione del battito cardiaco o del respiro, il tutto a fini di marketing iper-personalizzato. Su scala statale, il Wi-Fi Sensing elimina la necessitĂ di installare costose reti di telecamere stradali: l’infrastruttura di sorveglianza è giĂ capillarmente installata nelle nostre case e nelle nostre cittĂ .
Dal punto di vista del diritto alla privacy, ci troviamo davanti a un vuoto normativo complesso. Sebbene il GDPR europeo tuteli i dati biometrici, la natura “passiva” e ambientale del Wi-Fi rende difficile per il cittadino comune sapere quando le onde radio che lo attraversano vengono usate per scopi di comunicazione e quando per scopi di profilazione biometrica.
In definitiva, il Wi-Fi sta cessando di essere un semplice mezzo di trasmissione dati per diventare un network di sensori ambientali intelligenti; questo significa che, nel prossimo futuro, sarà necessario imporre standard di trasparenza hardware e software affinché la rete invisibile che ci circonda rimanga uno strumento al servizio della connettività e della salute, e non si trasformi nel più perfetto e pervasivo strumento di sorveglianza di massa mai concepito.















