🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 2’41” con la voce di Florian)
Mi trovo oggi in un luogo simbolico, quasi mistico: tra le pale eoliche della Sardegna. Più precisamente, mi trovo tra Villacidro e quel paese dove ogni secondo nome è Efisio. Qui il vento non porta solo polline, sabbia e maledizioni ai turisti tedeschi; porta speranza. O almeno… corrente alternata.
Ora… non so se lo sapete, ma è uscita questa notizia: l’energia prodotta dalle pale eoliche sarde sarà inviata per ricostruire Gaza.
E io mi chiedo: ma chi gliel’ha detto alle pale? Perché oggi sono qui da tre ore e l’unica cosa che si è mossa è stato un cane da pastore che mi ha pisciato sulla ruota della Panda a metano.
Guardate eh, ve la faccio semplice: da qui l’energia parte. La fa Villacidro, passa per Nuoro — dove si ferma perché c’è lo sciopero del vento – poi scala l’Etna, attraversa il Canale di Sicilia, si fa un controllo passaporti a Suez, e infine – puff! – arriva a Gaza, che ha bisogno come minimo di 2 gigawatt, cioè quanto consuma una sagra del porcetto a Ottana con due impianti stereo e un palco con Beppe Dettori.
Ma attenzione, non pensate che sia una cosa negativa, eh; io sono a favore della solidarietà! Ma siamo in Italia: se spedisci energia in Palestina, è più probabile che arrivi prima la bolletta! Io, per esempio, me la immagino così: «Salve, siamo di Enel Gaza. Le risulta un contatore a nome Abu Mazen? Perché risulta un insoluto del 2003…»
Ma la cosa più bella è l’idea romantica, poetica…
Il vento sardo che aiuta a ricostruire Gaza.
Cioè, io immagino Hamas e Israele che smettono di spararsi perché, a un certo punto, gli arriva una notifica sul telefono: «Ricarica eolica ricevuta da Codrongianos. Hai diritto a un bonus mattoni».
Poi, diciamolo, i sardi lo fanno per bontà, certo… ma anche per sfinimento. Perchè dopo 20 anni a vedere pale eoliche che girano e nessuno sa dove va a finire la corrente, almeno ora uno dice: «Ah ecco! È per Gaza. Non per il centro commerciale di Olbia!»
E comunque c’è una cosa che mi preoccupa. Perché, se l’energia eolica sarda funziona, tra un mese sentiremo: «Progetto pilota per portare l’acqua del Tirso su Marte».
E da lì è un attimo che chiamano Landini per sindacalizzare i marziani e Schlein per proporre pannelli solari con incentivi ESG sulle lune di Saturno.
Comunque io sto qua. Aspetto.
Dicono che, quando gira quella pala lì, una lampadina si accende a Gaza e si spegne il wifi a Sassari.
…Solidarietà, sì. Ma con una ciabatta multipresa… per tutti.














